| . | Il medioevo di
Internet. Lo stato delle risorse telematiche per gli studi medievali di Andrea Zorzi
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| . | In questo articolo procederemo a una ricognizione dello stato attuale delle risorse Internet per gli studi medievali, soffermandoci sui siti di maggiore rilievo. Lintento è pratico, propedeutico alluso del mezzo. Ma tale approccio - occorre avvertire - è, allo stesso tempo, limitativo. è illusorio, infatti, considerare Internet solamente come uno strumento tecnologico. In realtà la rete è una dimensione culturale nuova, una fitta ragnatela intertestuale a crescente grado di autoreferenzialità e di manipolazione, che prefigura - come ha recentemente illustrato con lucidità Lorenzo De Carli - ciò che diventerà molto probabilmente la sfera delle attività umane di domani. Di fatto, siamo alle soglie di una vera e propria mutazione culturale profonda (delle abitudini, delle pratiche, dei valori) che, piaccia o meno, ha le caratteristiche dellirreversibilità. Ogni studioso (ma, prima ancora, ogni individuo e ogni cittadino) è ormai posto di fronte alla ineludibilità di dover scegliere (e per molti si tratta, comprensibilmente, di una scelta vissuta con angoscia) tra un nuovo processo di alfabetizzazione (alla cultura digitale e intertestuale) o la probabile marginalizzazione dalle risorse economiche e dai circuiti culturali. Il discorso è molto concreto, e, in questo senso, assai poco virtuale. Per non andare troppo lontani, basterà semplicemente richiamare alla memoria gli effetti prodotti nella comunità degli umanisti italiani dalla disposizione coercitiva assunta nel corso del 1997 dal Ministero dellUniversità e della Ricerca Scientifica col rendere obbligatorio luso della rete per la presentazione delle richieste di finanziamento dei progetti di ricerca, per la loro valutazione, per la loro rendicontazione, per lassunzione delle informazioni: il nervosismo diffuso, lautoesclusione di molti, laffannosa preparazione della documentazione, limprovvisa rivalutazione delle competenze informatiche dei pochi colleghi ritenuti "esperti" del mezzo, la strage stessa dei progetti presentati per il finanziamento. Il segnale è molto chiaro e, appunto, irreversibile. Si tratterà, allora, di procedere allutilizzazione delle nuove tecnologie della comunicazione attraverso un approccio critico che ne approfondisca le caratteristiche, i limiti e le potenzialità. Un contributo in tal senso può esemplarsi anche muovendo dallanalisi dello stato delle risorse disponibili per gli studi medieviali.
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| . | Queste carenze contribuiscono infatti ad alimentare una situazione di sostanziale analfabetizzazione. Da un lato, molti studiosi potenzialmente interessati difettano di informazioni, non conoscono, di fatto, le potenzialità del mezzo: la domanda che è posta più frequentemente continua a essere: "a che cosa serve Internet e che cosa ci si può fare?", luso più richiesto in prima battuta è la consultazione degli OPAC bibliotecari, un servizio tutto sommato tradizionale, che tradisce lapproccio eminentemente strumentale che si tende ad assumere nei confronti della rete. Dallaltro, coloro che invece investono tempo e risorse nel mezzo, procedono il più delle volte empiricamente, quasi sempre da soli, spesso trasponendo un quadro concettuale "cartaceo" allutilizzazione di un mezzo che è per sua natura profondamente diverso, combinando ipertestualità e multimedialità. E non è nemmeno vera la generalizzazione che vuole che i più aperti siano gli studiosi più giovani; è semmai una questione di flessibilità. Il maggiore limite attuale è appunto il ritardo complessivo delle istituzioni: quasi ovunque le realizzazioni sono ancora in larga misura, si potrebbe dire, degli one-man-sites. In questa fase non può dunque che prevalere, anche nelle realizzazioni che riguardano gli studi medievali, un certo entusiasmo da neofiti: è relativamente facile, ormai, aprire un sito; più difficile è mantenerlo e aggiornarlo; ancora più arduo riempirlo di contenuti e informazioni realmente utili. Per questi motivi la situazione delle risorse Internet per gli studi medievali appare ancora - allinizio del 1998 - sostanzialmente arretrata. I siti cominciano a essere ormai molti, alcune centinaia, ma spessissimo essi si rivelano inutili per la ricerca. Si tratta quasi sempre di realizzazioni di impianto ripetitivo, povere di contenuto informativo, che raramente sfruttano le potenzialità ipermediali. Le iniziative si susseguono a ritmo incessante, pur nel quadro assai fluido e destrutturato che abbiamo tratteggiato; i siti nascono, muoiono o si fossilizzano in tempi strettissimi, cui linformazione a stampa non sempre riesce a stare dietro (tanto che anche questa rassegna, condotta su un arco semestrale, necessita di integrazioni e correzioni, di cui diamo conto nella nota in calce). Siamo dunque ancora, complessivamente, al medioevo di Internet.
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| . | La maggiore difficoltà nelluso iniziale di Internet consiste, come è noto, nella ricerca e nella selezione dellinformazione. A un sito ci si può collegare sostanzialmente in tre modi: digitandone lindirizzo (il cosiddetto URL: Uniform Resource Locator) nellapposito comando del programma di navigazione (in gergo, browser: i più diffusi sono Navigator e Communicator della Netscape ed Explorer della Microsoft); oppure raggiungendolo attraverso le marche ipertestuali (i cosiddetti links) presenti in altri siti; o individuandolo, infine, attraverso luso di parole chiave negli appositi "motori di ricerca". Nel primo caso, è però necessario conoscere lURL esatto del sito che si intende consultare; nel secondo, si rivelano preziosi dei buoni siti di collegamento che repertorino e indicizzino per settori specialistici le risorse presenti in rete; nel terzo, soccorrono invece i migliori tra i motori che scandagliano incessantemente lintera rete memorizzando il contenuto delle prime pagine dei siti. Nellelenco in appendice a questo articolo il lettore troverà indicato più di un centinaio di URL di risorse medievistiche; nei paragrafi che seguono si darà illustrazione critica dei migliori siti di collegamento specializzati; in questo, invece, faremo brevemente cenno alluso dei motori di ricerca. I motori di ricerca generalisti si rivelano utili soprattutto se si cerca uninformazione molto precisa. In ambito storiografico può essere comodo interrogarli se si vuole sapere, per esempio, se un ente (per esempio, il Centro di studi sulla civiltà del tardo Medioevo di San Miniato) o una rivista ("Quaderni medievali") o un Dipartimento (quello di Paleografia e Medievistica dellUniversità di Bologna) o una Facoltà (quella di Lettere e Filosofia dellUniversità di Torino) hanno aperto un sito web: gli esempi non sono scelti a caso, perché proprio attraverso una ricerca condotta sui migliori motori della rete - chi scrive predilige la combinazione tra HotBot e AltaVista (tra i più ricchi e aggiornati) - si è potuto appurare che alla fine del 1997 ad essi non corrispondeva ancora un sito autonomo [cfr. la nota per alcune precisazioni su questo punto]. Per ricerche tematiche più generali - per esempio, lindividuazione delle risorse on-line su Federico II o sullordine cluniacense - i motori di ricerca generalisti si rivelano invece strumenti troppo generici, che forniscono risultati dispendiosi da verificare in termini di tempo. Il giorno 7 dicembre 1997, per esempio, digitando la parola chiave "Cluny" su HotBot si poteva ottenere lelenco di 5.124 siti (a cominciare, però, da quelli delle scuole superiori dellodierna città di Cluny), mentre su AltaVista lelenco si fermava a soli 3.792 siti (in questo caso aperti da quelli che forniscono gli orari ferroviari dei TGV che fermano a Cluny). Un catalogo sistematico di risorse quale Yahoo! - che differisce dai motori di ricerca per termini appena citati, in quanto organizzato come una banca data di siti preselezionati per grandi aree - offre invece la possibilità di ricerche più strutturate: selezionando, per esempio, lindirizzo Arts and Humanities/Humanities/History/Medieval_Studies si accede a una cifra già più abbordabile di siti (solo qualche centinaio) e, soprattutto, ripartita in ulteriori sottosezioni tematiche (Arts, Byzantium, Christianity, Literature, Music, Vikings, etc.). Ma occorre avvertire che Yahoo! ha perso lo smalto che ne aveva fatto tra 1994 e 1996 lo strumento di ricerca più valido sulla rete: dal 1997 sono segnalati solo i siti che pagano per tale servizio, e tale destinazione commerciale sta impoverendo le informazioni sulle risorse per la ricerca. Per rimanere allesempio di "Cluny", Yahoo! forniva il 7 dicembre 1997 due sole indicazioni, entrambe relative allodierna locale Ecole Nationale Supérieure d'Arts et Metiers (ENSAM). A differenza di altri settori umanistici, la medievistica può però avvalersi della possibilità di consultare un motore di ricerca specializzato, Argos. Limited Area Search of the Ancient and Medieval Internet, inaugurato nellottobre 1996 da un consorzio internazionale di studiosi delletà classica e di quella medievale, e gestito tecnicamente dalla University of Evansville. Argos non indicizza infatti lintero World Wide Web, ma un numero limitato di siti dedicati agli studi antichistici e medievistici (al momento, una dozzina tra i più ricchi di documenti e di links): ciò significa che la selezione è circoscritta e mirata, a costo però di tralasciare informazioni talora anche importanti. Per il momento, inoltre, Argos è sbilanciato sullantichistica (due terzi delle risorse repertoriate sono dedicate al mondo classico) e - nonostante lapporto di alcuni dipartimenti di Università europee come Bologna, Cambridge ed Erlangen-Nürnberg - ancora molto centrato sulle realizzazioni nordamericane. Per continuare con lesempio, alla richiesta "Cluny", inoltrata sempre il 7 dicembre 1997, Argos ha risposto fornendo un elenco di soli 79 documenti: una cifra abbordabile, se confrontata alle migliaia fornite dai motori generalisti, ma per nulla esaustiva. Tra i 79 siti non erano compresi, infatti, quelli - indicati, invece, tra i primi dieci da HotBot e AltaVista - dedicati alla storia di Cluny dallUniversità di Münster e dalla citata ENSAM de Cluny, che costituiscono al momento risorse tra le più ricche esistenti, ma non repertoriate evidentemente dai siti (anglocentrici) indicizzati da Argos: il Forschungprojekt, Die Urkunden des Klosters Cluny, dellInstitut für Frühmittelalterforschung della Westfälische Wilhelms-Universität Münster; e la Reconstitution informatique de Cluny par Images virtuelles della médiathèque dellENSAM de Cluny. Lesemplificazione dei percorsi della ricerca cluniacense illustra la natura di grande ipertesto della rete che, come tutti i testi, necessita di essere compulsata attraverso strategie di indagine che non differiscono da quelle che ogni studioso umanista attua ordinariamente sulla documentazione cartacea nellambito della propria pratica di lavoro.
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| . | Si tratta dunque di rivolgersi ai veri e propri repertori, concepiti e organizzati come tali. Per ricchezza, struttura e ampiezza di raggio, i migliori appaiono - allinizio del 1998 - il tedesco Historische Ressourcen im Netz: Mittelalter e gli americani The Labyrinth. Resources for Medieval Studies e NetSerf. The Internet connection for Medieval resources. Il primo - curato da Stuart Jenks dellInstitut für Geschichte dellUniversität Erlangen, nellambito di un più generale servizio di repertoriazione delle risorse storiche disponibili su rete - è molto ricco, aggiornato e attento a censire non solo le risorse americane ma innanzitutto le realizzazioni europee. Il sito - che offre elenchi di links quasi sempre accompagnati da qualche riga di illustrazione e di commento - è articolato in varie sezioni dedicate alle fonti, ai manoscritti, alle banche dati bibliografiche, a tematiche specifiche, alle principali regioni europee medievali, alle dicipline ausiliarie, alle istituzioni e ai progetti di ricerca, agli archivi, alle riviste elettroniche, e ai siti della medievistica tedesca. Rivolti ancora principalmente alle realizzazioni nordamericane - a pena, come si è visto, di non repertoriare importanti risorse come quelle cluniacensi elaborate dai centri di ricerca europei - sono invece The Labyrinth e NetSerf. Entrambi fanno parte del consorzio Argos, ed entrambi dispongono di un motore di ricerca interno che ne facilita la consultazione. A differenza di Historische Ressourcen im Netz: Mittelalter, le note di commento ai siti sono però assai sporadiche, limitandosi (soprattutto NetSerf) a elencare le sole marche di collegamento ipertestuale. Labyrinth - curato fin dal 1993 dalla Georgetown University - è anchesso articolato in varie sezioni: la Library (distinta in Auctores et fontes, e in Scripta moderna), i Subjects principali (distinti in National cultures; International culture, che rubrica settori generali come Archaeology, Arts, Latin, etc.; e Special Topics), i Text, image and archival Databases, l'Electronic Center (che enumera le liste di discussione e i siti che pubblicano materiali informali), fino alle risorse pedagogiche e alle liste di istituzioni di ricerca e di editori presenti nella rete. NetSerf - curato dal Department of History della Catholic University of America - è invece meno labirintico nell'architettura e suddiviso in una dozzina di sezioni che spaziano dall'archeologia all'arte, dalla cultura al dramma, dalla storia politica al diritto, dalla letteratura alla musica, alla religione, etc. Apparentemente meno sistematico nella catalogazione dei siti rispetto a Labyrinth, NetSerf enumera sullo stesso tema links di varia natura (riferentisi cioè, indifferentemente, ad archivi testuali, studi, fonti, siti di ricerca, etc.). Per quanto vanti di aver ormai superato il migliaio di links repertoriati, laggiornamento dei dati non appare però alimentato con continuità: come indicato ancora allinizio di gennaio 1998, lultima implementazione risaliva al 20 maggio 1997. Vedremo nei prossimi mesi quale sarà levoluzione di un sito che forse soffre un po la maggiore sistematicità della concorrente pubblicazione curata dalla Georgetown University, e negli ultimi tempi anche di un altro repertorio in crescita che merita di essere indicato, il Byzantine & Medieval links Index curato daPaul Halsall della Fordham University di New York, uno dei più attivi web-editors nel settore medievistico. A differenza dei precedenti, il repertorio non è associato ad Argos e non dispone ancora di un motore di ricerca interno: si tratta di una realizzazione personale che comunque, in confronto ad altre analoghe, si distingue per impianto e ricchezza. Larticolazione del repertorio è sicuramente tra le migliori per congruità e chiarezza: oltre a quelle dedicate agli studi bizantini, di rilievo sono anche le sezioni che repertoriano i siti di storia religiosa ed ecclesiastica e di studi medievali, distinti tra Slavic World, Medieval West, Islam, Ottoman and Turkish Studies e Greece after 1453. I siti di maggiore importanza sono utilmente segnalati con un breve commento. Ma prevale anche in questo caso - nonostante lambizione dichiarata di indicizzare "all Byzantine material on the Internet, and all significant entry points for Medieval studies"- una visione anglocentrica che tende a premiare le realizzazioni nordamericane a scapito di quelle che si cominciano a profilare come rilevanti anche in area europea (anche in questo caso sfuggono i siti cluniacensi più volte assunti ad esempio). I repertori appena illustrati sono i più cospicui e organizzati, e rispecchiano lo stato di maggiore avanzamento delle realizzazioni medievistiche nelle rispettive aree linguistiche e accademiche. Strumenti analoghi non sono stati ancora prodotti, invece, dalle altre maggiori storiografie europee. Sia in Spagna sia in Italia (ove occorrerà cominciare a prendere in considerazione tale carenza) essi mancano ancora, stante anche il tenore embrionale delle realizzazioni locali; tenore condiviso anche in Francia, di cui si può segnalare, al più, il sito Arisitum. Histoire et archeologie en France, curato da docenti delle scuole superiori: pur non proponendosi come un repertorio, esso dà conto, nondimeno, delle rare realizzazioni francofone. La situazione inglese è invece un poco più avanzata, ma si appoggia ancora per la repertoriazione ai siti dOltreoceano. Da segnalare sono gli elenchi di links forniti da alcune pagine di siti dedicati più generalmente alle scienze storiche e sociali: lOn-line Sources for Historians in the U.K. - che appartiene al ricco sito dellIHR-info, il bollettino elettronico dellInstitute of Historical Research dellUniversity of London -, che rimanda per lo più alle pagine dedicate alla storia medievale inglese da The Labyrinth; e Medieval Studies, che è la pagina specializzata dello HUMBUL (The HUManities BULletin board) - una rivista elettronica, edita dalla Oxford University, dedicata alle applicazioni dellinformation technology alle scienze umane -, un po più ricca della precedente, e che offre qualche qualche elemento di illustrazione e di commento alle risorse. Ma in entrambi i casi si tratta appunto di meri elenchi di links, non di repertori. Tra gli strumenti generali merita di essere segnalata anche ORB. On-Line Reference Book for Medieval Studies, che si propone come la prima enciclopedia digitale degli studi medievali. Il progetto - curato dal Rhodes College di Memphis, ma concepito come work in progress aperto alla collaborazione degli studiosi interessati (al momento, pressoché esclusivamente americani) - si articola intorno a tre nuclei: un corpus di saggi originali (in lingua inglese) selezionati dai curatori e organizzati per temi (la vera e propria ORB Encyclopedia); un insieme di risorse per linsegnamento (edizioni di fonti, dispense, e altri materiali didattici), rese condivisibili in rete; e una biblioteca digitale di fonti testuali (full texts). Non mancano una sezione dedicata al repertorio delle bibliografie disponibili in rete e ai links ad altre risorse medievistiche, e un motore di ricerca interno al sito. Lopera si propone di servire "all aspects of medieval studies", ma allambiziosa articolazione del progetto non corrisponde al momento unadeguata redazione di tutte le pagine previste: così, per esempio, la sezione dedicata allItalia tardo medievale attende da tempo di essere compilata. Una menzione merita anche la breve guida on-line Das Mittelalter im Internet redatta da Patrick Sahle e Torsten Schaßan nellambito del progetto su Informations-und Kommunikationsknoten Geschichte und Computer avviato dallUniversität Köln nel 1995: di qualche utilità sono le introduzioni alla consultazione dei motori di ricerca e dei siti dedicati alle fonti manoscritte, ai testi in volgare e latino, alle banche dati, alle riviste, e alle istituzioni universitarie e di ricerca. Da citare è infine anche lIndex of Resources for Historians, il più grande elenco di siti storici presente in rete, curato congiuntamente dai Dipartimenti di storia della University of Kansas e della Universität Regensburg: benché non esaustivo, al dicembre 1997 ne annoverava ben 2.500, distinti per aree geografiche e periodi storici (varrà la pena compulsare, per esempio, la sezione dedicata alla Medieval Europe), ma senza alcuna nota di commento.
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| . | Preliminarmente occorre però riflettere su un paio di questioni di ordine generale. Da un lato si osserva, in questa fase di primo sviluppo delle nuove tecnologie, una tendenza da parte di istituzioni di ricerca e di editori specializzati a produrre e a commercializzare le edizioni di fonti ancora su Cd-Rom: mi riferisco ai trattamenti digitali dei testi e dei documenti medievali sommariamente illustrati nellarticolo precedente [cfr. il § 4 e le relative indicazioni editoriali]. Dallaltro, a un non risolto problema di copyright posto dallo sviluppo della rete, si intrecciano paure diffuse e prudenze eccessive da parte di autori e di editori nello sperimentare e nellutilizzare i nuovi strumenti di comunicazione. Con ogni probabilità saranno lirreversibilità e la rapidità della mutazione culturale in atto a costringere i ricercatori e gli operatori culturali a convertirsi crescentemente e a breve termine alleditoria on-line. Ampi settori della comunità scientifica internazionale pubblicano già in rete i risultati delle ricerche, ed è probabile che anche per quella umanistica i tempi stiano per maturare, come emerge dalle analisi di Gregory Rawlins e di Peppino Ortoleva sugli sviluppi in corso nellindustria editoriale. Un esempio concreto aiuterà a comprendere meglio le trasformazioni in atto nei modi di diffusione e di commercializzazione dei testi e dei documenti. Già oggi testi come gli Exempla di Jacopo da Varagine o di Giordano da Pisa, la Retorica e il Tesoretto di Brunetto Latini, le Lettere di Caterina da Siena o la Cronica di Giovanni Villani sono commercializzati in forma digitale - e nelle edizioni critiche più recenti - a meno di 400 (quattrocento) lire ciascuno. Lultima edizione della Letteratura Italiana Zanichelli in Cd-Rom, che contiene 770 opere di 182 autori ed è in vendita a 280.000 lire, consente infatti lacquisizione a tali prezzi unitari. Quando la diffusione di Internet renderà conveniente la vendita diretta on-line dei singoli testi (in singoli files, come già avviene per le immagini e i brani musicali), la trasformazione dei supporti editoriali sarà stata completata. Le stime attuali prevedono che ciò avvenga entro una decina di anni [Rawlins, p. 58]. Come leditoria a stampa è stata erosa dal crollo dei costi di fotoriproduzione, così anche leditoria su Cd-Rom sarà infatti probabilmente erosa dal crollo dei costi di masterizzazione (di riproduzione digitale, vale a dire, dei Cd-Rom). Ciò non significa che il libro, la fotocopia, il Cd-Rom non continueranno a essere prodotti, ma semplicemente che ad essere più economiche e più convenienti saranno la produzione e la commercializzazione diretta in rete (a costi bassissimi) dei testi digitali per la ricerca. Nel novembre 1997 leditore Il Saggiatore, per esempio, ha creato la prima casa editrice italiana specializzata in editoria elettronica, Rescogitans, orientata in modo particolare verso la filosofia e le scienze umane, che vende on-line testi elettronici curati secondo gli standard editoriali abituali: Il Principe di Niccolò Machiavelli, nelledizione di Federico Chabod del 1927, costa, per esempio, 8 $ (circa 14.000 lire).I prezzi sono ancora relativamente alti, ma destinati a scendere fino a rendere economicamente non conveniente la riproduzione non autorizzata del libro elettronico e preferibile lacquisto diretto presso leditore. Il testo elettronico - come già quelli pubblicati su Cd-Rom - si differenzia infatti da quello a stampa in quanto "metafonte", cioè indicizzabile, interrogabile, archiviabile e annotabile in vari formati, grazie a softwares sempre più sofisticati. Chi scrive - come molti altri - è un nostalgico del vecchio libro su pasta di legno macchiettata di inchiostro, e non è entusiasta di non poter più manipolare il libro come oggetto tattile, ma non può non convenire sullutilità, per la pratica della ricerca, di queste nuove tecnologie di trattamento del documento elettronico. Anticipazioni di questi sviluppi sono già attive, o sono in procinto di esserlo, su Internet. In prospettiva, un progetto interessante anche per i medievisti potrà essere, per esempio, quello della Biblioteca Italiana Telematica avviata da un apposito Centro interuniversitario formato da 14 Università italiane allo scopo di costituire servizi telematici nel campo della documentazione primaria e secondaria relativa al patrimonio testuale (linguistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, religioso, politico, giuridico, economico, artistico, musicale, etc.) della tradizione culturale italiana. Il progetto, che si distingue per respiro e livello scientifico da analoghe iniziative già operanti, è atteso alla prova dei fatti: per il momento è attivo - dal maggio 1997 - solo un sito che offre informazioni sullo statuto e sulla composizione delle équipes di ricerca locali, ma che ancora non fornisce alcuna indicazione sui testi e sui documenti che verranno pubblicati. Nel frattempo, ci si potrà rivolgere ad alcune biblioteche digitali già attivate. Quella italiana più strutturata è, al momento, il Progetto Manuzio - curato dall'associazione culturale Liber Liber - che si propone l'allestimento di un archivio elettronico di testi in lingua italiana di ogni epoca consultabili o prelevabili gratuitamente in rete (al momento circa 300): i medievisti possono scaricare nel proprio computer, per esempio,le cronache di Dino Compagni o di Giovanni Villani e altri testi ancora. Eccellente è il progetto Athena - ospitato sul server dell'Université de Génève - che offre un catalogo di oltre 3.700 links a testi elettronici di filosofia, scienza, letteratura, storia, economia, etc. di autori di tutte le epoche e varie lingue, anche se a forte prevalenza francese. Da menzionare è anche The Oxford Text Archive - curato dallOxford University Computing Services -, un servizio di catalogazione di testi elettronici, latamente letterari, in varie lingue (benché prevalgano quelli in inglese) avviato da quasi ventanni e ora approdato in rete (a pagamento). Un primo orientamento sugli archivi testuali presenti nella rete è offerto invece dal sito The On-line Books Page - curato dalla School of Computer Science della Carnegie Mellon University di Pittsburgh - che consiste in un generale catalogo di links a migliaia di testi: comodo è l'indice dei soggetti, che rubrica una voce History: general and old world, e utile l'elenco dei repertori in lingue diverse da quella inglese. Questi archivi testuali presentano però dei limiti. Ledizione elettronica consiste quasi sempre nella trascrizione digitale di edizioni a stampa da parte di collaboratori occasionali: ne segue spesso la discontinuità dei criteri di edizione e della loro qualità. Fondandosi sul volontariato o sul lavoro di esercitazione didattica da parte di studenti, è raro che le trascrizioni siano accurate; ciò può dunque costringere lo specialista a un controllo incrociato con ledizione originaria. A sua volta, la legislazione sul diritto dautore limita ancora le acquisizioni telematiche su rete alle edizioni datate (che, per altro, non sempre sono le meno valide). I medievisti non dispongono ancora, invece - in parte anche per la natura e la dimensione quantitativa della documentazione -, di un archivio analogo a quello allestito dagli antichisti attraverso il Perseus project. An evolving digital library, curato dal Classics Department della Tufts University (e sostenuto da un cospicuo cartello di istituzioni, università e aziende americane). Limpresa si propone di mettere on-line (in lingua greca, in traslitterazione latina e in traduzione inglese) tutti gli autori della letteratura antica in lingua greca fino al VI secolo d.C. Con 215.000 dollari di stanziamento iniziale da parte del National Endowment for the Humanities, è stato avviato anche il Roman Perseus project, che metterà gradualmente a disposizione anche tutta la letteratura latina di età classica. Allo stato attuale, i pochi archivi on-line di testi e documenti medievali sono stati avviati invece per servire, innanzitutto, le esigenze didattiche. Meno frequenti, e legate semmai a siti su temi circoscritti, sono altre immissioni in rete. La situazione complessiva dei text and archival databases è quindi ancora arretrata. Le edizioni accurate di "metafonti" medievali sono in larga misura disponibili, per il momento, solo su Cd-Rom commercializzati. La destinazione didattica delle fonti immesse in rete si rivela infatti quasi sempre inutilizzabile dallo studente e dallo studioso non anglofono, perché, dal momento che a compiere questopera sono stati finora in pratica solo i docenti nordamericani (affinché i loro studenti potessero trarne dispense elettroniche), prevalgono le traduzioni in lingua inglese dal latino o dalle lingue volgari. Rare sono invece le edizioni elettroniche dei testi originali. Lesempio migliore di raccolta organizzata a scopi didattici è forse quello dellHistory Department dellHanover College (Indiana), che ha avviato nella primavera del 1995 un History Web Site of Texts and Documents ove vengono pubblicati in formato HTML testi poi utilizzati nei corsi: larchivio offre per quelli medievistici una ricca mole di testi e documenti distinti in letterari, filosofici, teologici, politici e scientifici - ma, appunto, tutti tradotti in inglese. Repertori generali dei testi medievistici disponibili nella rete sono: l'Internet Medieval Sourcebook - curato dal citato Paul Halsall della Fordham University -, suddiviso in tre sezioni: Selected sources, un indice di testi disponibili a uso didattico in forma di estratto; Full text sources, un indice di fonti medievali in edizione integrale soggettate per tipologia; Saint lives, una collezione di testi agiografici antichi, medievali e bizantini; e la ricca The Online Medieval & Classical Library, curata da D.B. Killings per la Berkeley Digital Library SunSite. Ma giova ripetere: quasi tutti i testi catalogati sono disponibili solo in traduzione inglese. Venendo alle fonti italiane, sono soprattutto i testi letterari a essere immessi nella rete. Un progetto condotto in collaborazione dalla Princeton University e dalla Società Dantesca Italiana, The Dartmouth Dante Project, offre, per esempio, i testi della Commedia, nell'edizione Petrocchi, e di quasi cinquanta commenti, da quello Jacopo Alighieri del 1322 fino ai più recenti. Su tutti i testi sono possibili ricerche per stringa e per parole chiave. In tema di Dante un buon sito da cui muovere alle innumerevoli iniziative on-line che lo riguardano, può essere anche l'Otfried Lieberknecht's Homepage for Dante Studies - curata dallautore, ricercatore presso l' Institut für Romanische Philology della Freie Universität di Berlino - che raccoglie non solo i links alle edizioni delle opere di Dante disponibili nella rete, ma anche ai molti siti sulla ricerca dantesca. Una menzione merita anche il sito Duecento. Repertorio elettronico della poesia italiana dalle origini a Dante - curato da Francesco Bonomi, un appassionato di letteratura del Duecento - che ha raccolto finora 2.400 opere in versi di 200 autori di testi della poesia italiana della origini a Dante: per quanto volontaristico, l'archivio si segnala per la selezione di edizioni filologicamente accurate, a cominciare da quella dei Poeti del Duecento curata da Gianfranco Contini (Ricciardi, Milano-Napoli, 1960), e per il motore di ricerca interno al sito che consente una serie di complesse ricerche testuali (dalle ricorrenze alle concordanze, alle parole in rima, al display di testi interi). Da segnalare per luso esemplare delle potenzialità ipermediali è inoltre l'edizione critica ipertestuale dello Zibaldone Laurenziano (Pluteo XXIX.8 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze) autografo di Giovanni Boccaccio, che Raoul Mordenti dell'Università di Roma "Tor Vergata" sta curando on-line. E sconfinando nella letteratura rinascimentale merita una menzione anche la banca dati Nuovo Rinascimento - curata da Danilo Romei dellUniversità di Firenze - che pubblica testi elettronici di opere di autori italiani (ma anche saggi, bibliografie e materiali didattici) pertinenti alla storia della letteratura italiana rinascimentale. Come detto, in assenza di piani sistematici di pubblicazione, i documenti sono editati soprattutto nei siti monografici gestiti da specialisti di settore, su cui ci si soffermerà nel prossimo paragrafo. Mi limito qui a segnalare i documenti per la storia dellItalia medievale disponibili in lingua originale su siti daltro genere. Enrica Salvatori, per esempio, ha pubblicato il giuramento pisano del 1228 (4300 Pisani giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi) oltre che nella monografia a stampa anche sul sito EuroDocs. Primary historical documents from Western Europe - curato dalla Brigham Young University di Provo (Utah) - che elenca anche i documenti trascritti on-line (ma senza distinguere tra traduzioni e originali). Nella banca dati di articoli, bibliografie, etc. curata dalla University of Kansas si trova invece la trascrizione integrale degli statuti di Biella del 1245-1348 editi da Pietro Sella nel 1904.
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| . | Va detto, però, che per gli studi medievali sono ancora poche le realizzazioni valide in questo senso, ricche cioè di contenuti informativi e di materiali per la ricerca. Come per le altre tipologie di siti, predomina la produzione nordamericana, e largamente sottosfruttate sono le potenzialità ipermediali, prevalendo tuttora una diffusa concezione cartacea e strumentale delle nuove tecnologie della comunicazione. La realizzazione di questi siti può essere opera sia di singoli studiosi (come è frequente, in questa fase iniziale di sviluppo della rete), sia di comunità più o meno ampie, sia di istituzioni di ricerca. Benché siano ancora pochi, esempi di buone e talora eccellenti realizzazioni non mancano e si propongono come potenziali prototipi dei prodotti che potrebbero essere realizzati in futuro.Tra i siti che possono introdurre alle risorse nei diversi settori della ricerca medievistica, cominciamo col segnalarne alcuni relativi alla transizione tra tardo antico e alto medioevo. Un buon punto di partenza può essere fornito da Worlds of Late Antiquity e da Late Antiquity in the Mediterranean. A Guide to Online Resources, entrambi aggiornati costantemente. Il primo - curato da James J. O'Donnell del Department of History dellUniversity of Pennsylvania - offre risorse bibliografiche e di rete, brevi testi per la didattica e altri materiali su alcuni autori (Agostino, Boezio, Cassiodoro, Donato, Gregorio Magno, e altri) e su altre fonti dei primi secoli del medioevo (la regola di Benedetto, testi patristici, etc.), offerti in traduzione inglese ma spesso anche in trascrizione latina. Il secondo, invece, appartiene al sito ORB, e costituisce la pagina dedicata ai secoli finali delletà classica e ai primi di quella volgare (qui delimitati tra 284 e 632 d.C., tra Diocleziano e Maometto): curata da Steven Muhlberger, essa propone saggi introduttivi, studi monografici, bibliografie, links ad archivi testuali e siti specialistici, risorse per la didattica, mappe e immagini. Da tenere docchio sono anche: lAtlas historique de l'Antiquité tardive - curato da un privato, Denis Bellemare -, che mette a disposizione in rete molte carte, abbastanza curate e dettagliate, delle varie regioni euromediterranee dei secoli IV-VII; e The `literalization' of Early Medieval Society. 400 - ca. 1.200, il sito (in inglese) del progetto di ricerca sul processo di acculturazione alluso della scrittura nel primo medioevo, avviato nel 1997 dal Dipartimento di storia dellUniversità di Utrecht col sostegno della Netherlands Organization of Scientific Research. Anche gli studi di storia della Chiesa medievale dispongono di alcune realizzazioni. La più strutturata è, senzaltro, The Ecole Initiative. Creating a Hypertext Encyclopedia of Early Church History on the World-Wide Web, unenciclopedia ipertestuale di storia della Chiesa dalle origini alla Riforma, che si configura come opera collettiva di repertoriazione delle risorse presenti in rete da parte degli specialisti (americani) del settore. Coordinata dalla University of Evansville, essa si articola in più sezioni: Documents (repertorio di fonti primarie, non solo cristiane, ma anche ebraiche, islamiche ed eretiche, in larga misura - al solito - tradotte in inglese); Glossary e Articles (rispettivamente, saggi brevi su vari argomenti, e lunghi sulle figure e sui temi maggiori); Images (collezioni iconografiche); Chronology (una doppia chiave di interrogazione, spaziale e temporale,dellenciclopedia, che sfrutta le caratteristiche ipermediali); e lAlphabetical index (che repertoria le fonti per autore). Links alle mailing lists e ai siti correlati completano lopera. Grazie al volontariato informatico è in corso di trascrizione elettronica anche The Catholic Encyclopedia, e sono già molte le voci disponibili in rete. Molti ordini monastici hanno aperto dei siti di informazione sulle proprie attività. Alcuni di essi hanno delle sezioni dedicate alla propria storia che possono rivelarsi utili: The Order of Saint Benedict, per esempio, non si limita a mettere in linea il testo della regola, ma offre molte indicazioni sui centri di ricerca, bibliografie, etc. sullordine; nel sito dellOrdo Cisterciensis sono invece disponibili molti materiali celebrativi del IX centenario della fondazione di Cîteaux; materiali sui francescani si trovano anche su OFM. Franciscan Friars e, soprattutto, su The Franciscan Archive - che non ha alcuna affiliazione alla rivista "Archivum Francescanum" - che si propone come un ricco archivio elettronico dei documenti storici riguardanti S. Francesco (in larga misura nelle lingue originali): documenti papali e pontifici, testi liturgici, scritti di Francesco, altre fonti francescane, devozioni mariane, biografie e materiali vari su santi, beati e altri personaggi dell'età di Francesco (da Alessandro IV a Innocenzo III, a Cimabue), fino a immagini e documenti sull'arte e l'architettura francescane, a bibliografie e articoli; su Ordo Praedicatorum è notevole la Dominican web library, una biblioteca digitale con molti testi sulla storia dellordine; mentre Noi agostiniani, il sito ufficiale dellordine, ospita una ricca sezione curata dallIstituto Patristico Augustinianum (con notizie sulle attività e le pubblicazioni). Grazie anche alla natura prevalentemente testuale della documentazione, le risorse per gli studi agiografici sono invece tra le più ricche tra quelle attualmente presenti in rete, e offrono esempi mirabili di realizzazioni. Hagiography and the cult of saints - curato da Thomas Head del Department of History della Washington University per fini didattici, ma con esiti che travalicano lo scopo immediato - è uno dei siti tra i migliori tra quelli redatti da un singolo studioso, esi offre come ottima guida di avvio, ricca di suggerimenti, bibliografie selezionate, links ad archivi testuali, e una breve enciclopedia dellagiografia medievale. La Société des Bollandistes ha aperto invece uno dei siti istituzionali più ricchi e ben articolati, Christian Hagiography, che non offre solo informazioni sulle proprie attività passate e presenti e sulle pubblicazioni (gli Acta Sanctorum, i Subsidia Hagiographica, gli "Analecta Bollandiana"), ma anche utili indicazioni sugli strumenti di base per lo studio dei santi (manuali, dizionari, periodici, newsletters), sui congressi, sulle associazioni di studiosi e sui siti per lo studio dellagiografia. Da segnalare sono anche le sezioni del sito della Fondazione Ezio Franceschini di Firenze dedicate alla Biblioteca agiografica italiana, il progetto promosso in collaborazione con lÉcole Française de Rome, e alla storia e alla teologia della mistica, che offre - al momento - informazioni, forum, testi e strumenti di lettura su Origene, Margherita Porete, Angela da Foligno (con ledizione digitale del Liber Lele) e Chiara d'Assisi (con le edizioni delle Benedictio, Epistulae, Regula e Testamentum). LAssociazione italiana per lo studio della santità, dei culti e dell'agiografia, infine, ha messo in linea il proprio bollettino, Sanctorum, ricco di informazioni bibliografiche e sui progetti di ricerca in corso. Anche le risorse bizantinistiche su rete sono ben repertoriate grazie a Byzantium. Byzantine studies on the Internet, una delle realizzazioni curate dal citato Paul Halsall della Fordham University: articolato in molte sezioni, il sito si offre come eccellente guida iniziale alla storia e alla cultura di Bisanzio, con molti riferimenti agli strumenti di base (soprattutto didattici), alle fonti (testuali, documentarie, iconografiche e musicali), alla bibliografia, alle istituzioni di ricerca, ai luoghi di discussione. Un sito spartano ma ricco di informazioni ha aperto anche The Dumbarton Oaks Research Library and Collection, uno dei maggiori centri di ricerca internazionali di studi bizantini. Assai più povera è invece, per il momento, lofferta di risorse per i secoli centrali e il basso medioevo. Buone bibliografie (a scopo didattico) sono quelle allestite dal citato Thomas Head (Bibliographies on Europe in the Central Middle Ages (887-1215), da Patrick Geary della UCLA (Patrick J. Geary Home Page) o da John H. Munro del Department of Economics dellUniversity of Toronto (di cui può essere utile la Time-chart of European economic history, 1350 - 1800). Segnalabili sono anche il sito dedicato a Medieval Scandinavia and Anglo-Saxon Britain: Literature, Culture, History - curato da William Layher dellHarvard University -, ricco di links; quelli sulle crociate e il Vicino Oriente della The Society for the study of the Crusades and the Latin East (con una cronologia e una bibliografia selezionata); e la bibliografia compilata da Lynn Nelson (The Crusades) e pubblicata dallORB. Quanto al Rinascimento, un punto di partenza per lindividuazione delle risorse - in carenza, per ora, di strumenti specifici - può essere il nutrito elenco di links (molto eterogenei per qualità) European Renaissance/Reformation, curato da un appassionato, D. Boals. Per gli studi su questo periodo, sembra prevalere ancora la messa a disposizione di indici e di dati, come i searchable datasets elaborati da David Herlihy e Christiane Klapisch-Zuber nel corso della loro pionieristica indagine informatica sul catasto fiorentino del 1427-1429, ora consultabili - sotto il titolo Florentine Renaissance resources: online Catasto of 1427 - sul server della Brown University; o il catalogo della collezione di microfilm (1.856 rullini) dei documenti diplomatici del secondo Quattrocento raccolta negli anni da Vincent Ilardi, e ora consultabile on-line (nella 3° edizione, 1994) - come The Ilardi microfilm collection of Renaissance diplomatic documents, ca. 1450 -- ca. 1500 - grazie alla Microform Room della Sterling Memorial Library della Yale University. Intorno alla documentazione testuale - giuridica, teologica, politica e letteraria - sono invece venuti arricchendosi alcuni siti di un certo spessore. Di assoluto rilievo è, per esempio, Iura communia - curato da Mario Montorzi dellIstituto di Diritto Romano e Storia del Diritto dellUniversità di Pisa -, dedicato agli studi sul diritto comune (medievale, tardo e vigente), che offre una gamma variegata e già molto ricca di fonti, testi, bibliografie, articoli, strumenti per lindagine archivistica, dottrinale e storica, informazioni e aggiornamenti, ed è corredato da uno spazio di riflessione sulle implicazioni culturali della rete, oltre che da una lista di discussione e da un repertorio commentato di links alle altre risorse giuridiche in rete. Da segnalare è anche Ius Romanum - curato da Thomas Rüfner nellambito del Juristisches Internetprojekt della Universität des Saarlandes di Saarbrücken - che si propone di mettere on-line gran parte del Corpus Iuris e della Glossa accursiana, valorizzando la loro natura intrinsecamente ipertestuale: sono già disponibili alcuni passi del Digesto, con relative glosse, e varie informazioni biografiche su giuristi detà classica e medievale, oltre ai consueti links e a una lista di discussione sul diritto romano. Curati da studiosi europei, i siti appena citati si qualificano anche per il rispetto delle esigenze filologiche e critiche delle fonti pubblicate. Domus Gratiani. Homepage for Gratian Studies - curato da Anders Winroth del Department of History della University of Newcastle - si limita invece a raccogliere links alle risorse attualmente presenti in rete sullautore della Concordia discordantium canonum (saggi, articoli, trascrizioni digitali, profili di studiosi specializzati). Passando alla letteratura teologico-politica, di rilievo è il sito (in inglese) curato dal Thomas Instituut te Utrecht dedicato agli studi tomistici: oltre alle pagine relative allattività istituzionale, sono utili le indicazioni sugli strumenti per lo studio dellAquinate (distinti in generali, metodologici, e relativi alla letteratura primaria e secondaria) e i links alle risorse presenti in rete (fonti, articoli, dizionari etc.). Unutile guida, in questo senso, è anche il notebook sulla Filosofia politica di Maria Chiara Pievatolo dellUniversita' di Pisa, pubblicato su SWIF. Sito web italiano per la filosofia, coordinato dal Dipartimento di Scienze filosofiche dellUniversità di Bari: un indice ragionato ai problemi politici della filosofia, con particolare riferimento, per Cristianesimo ed età medievale, ai siti su Agostino, Tommaso d'Aquino, Marsilio da Padovae Guglielmo da Ockham. Notizie e links preziosi sono anche in Mediaeval Logic and Philosophy, curato da Paul Vincent Spade dellIndiana University; e molti materiali su Vincenzo di Beauvais ed Helinardo di Froidmont (ricche bibliografie e informazioni sui papers e sulle ricerche correnti sulle opere dei due predicatori) nei siti - curati da Hans Voorbij del Department of Computer and Humanities della Utrecht University - Vincent of Beauvais O.P. (d. 1264) e Helinand of Froidmont O.Cist. (c. 1160 - after 1229). Gli studiosi di letteratura latina medievale possono invece avvalersi di uno dei primi e migliori siti medievistici italiani, quello della Società internazionale per lo studio del Medioevo latino (SISMEL) e della Fondazione Ezio Franceschini della Certosa del Galluzzo di Firenze, ricco di materiali testuali e bibliografici oltre che di notizie e informazioni sulle attività e sulle pubblicazioni delle due istituzioni: oltre a quanto già detto a proposito di "Medioevo latino", della Biblioteca Agiografica Italiana e della sezione sulla Mistica, sono illustrate anche le altre iniziative su Clavis Patrum Medii Aevi, Repertorum Auctorum, Compendium Auctorum Operumque, Bibbie Italiane e I Codici di Gregorio I. Da segnalare è anche il sito del Mittellateinisches Seminar dellUniversität Zürich, il cui direttore, Peter Stotz, ha messo in rete alcuni contributi su Die lateinische Sprache im Mittelalter [originale del saggio pubblicato nel vol. 1/II de Lo spazio letterario del medioevo] e su Mediävistik auf Internet. Dedicato ai rapporti tra le culture letterarie mediterranee è, invece, il Libro dei miraggi. Luoghi della differenza e incontri fra culture nelle società medievali, un progetto del Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università di Lecce coordinato da Oronzo Limone con la collaborazione di studiosi (di varie università italiane ed europee) della cultura medievale non solo di tradizione latina, ma anche araba, bizantina ed ebraica: alle consuete informazioni e marche ipertestuali, il sito aggiunge una bibliografia commentata, forum di discussione e full texts (al momento, di Raimondo Martini e di Raimondo Lullo). Un buon sito da cui avviare la ricerca sulle (molte) risorse in rete per la letteratura medievale inglese è infine Medieval Literature and History Page, curato da Grover Furr dellEnglish Department della Montclair State University. Venendo alle discipline paleografiche e diplomatistiche, lofferta di risorse non è ancora molto sviluppata. Unintroduzione alle Geschichtlichen Hilfswissenschaften - con brevi saggi e una ricca bibliografia di base (ma con pochissimi links) sulle varie discipline legate alla scrittura e al documento, e sullarchivistica, lepigrafia, la sfragistica, laraldica, la numismatica, la cronologia, la metrologia e la cartografia - è quella fornita dalla Lehrstuhl für Geschichtliche Hilfswissenschaften del prof. Walter Koch della Philosophische Fakultät für Geschichts- und Kunstwissenschaften della Ludwig-Maximilians-Universität München. Un buon punto di partenza potrà essere inoltre il sito della Kommission für Schrift- und Buchwesen des Mittelalters der Österreichischen Akademie der Wissenschaften (KSBM) di Vienna, ricco di informazioni e di links ad altre risorse in rete, e cui fa capo la pagina dellAssociation paléographique internationale. Culture, écriture, société (APICES). Utile sarà anche una visita a quello dellInstitut de recherche et d'histoire des textes (IRHT) di Parigi e Orléans, che ospita anche notizie sui progetti del Comité international de paléographie latine (Catalogues de manuscrits datés, Terminologie de la paléographie et de la codicologie, oltre ai "Colloques internationaux de paléographie latine") e ledizione on-line della propria rivista, la già citata "Le Médiéviste et l'ordinateur". Per gli studi legati al mondo del libro, si veda anche il sito dellIstituto di Biblioteconomia e paleografia dellUniversità di Parma, che offre informazioni sulle proprie attività didattiche e di ricerca ma anche strumenti on-line sulle fonti di informazione bibliografica e documentaria. Da segnalare è anche il Lexikon des Mittelalters - curato dalla Universität Zürich - che offre on-line lindice completo dellopera (31.000 Stichwörtern) e il testo di qualche voce (Karl der Kühne, Kloster, Urkunde e Venedig) a titolo esemplificativo. Una menzione meritano anche - ma più per la sperimentazione di forme di didattica a distanza che per il valore in sé - sono anche alcuni corsi on-line di introduzione alla paleografia latina e alla codicologia, curati da docenti e giovani studiosi: i Cours de paléographie di Eric Voirin sul citato sito Arisitum (i più strutturati); il progetto Scripta. La scrittura nel tempo, originato nel Dipartimento di Italianistica dell'Università di Trieste e ora ospitato dai Library Affairs della Southern Illinois University (con softwares prelevabili); e I codici e i copisti, a cura di Ilaria Sabbatini della redazione della rivista digitale "Spolia". Un cenno infine alle poche realizzazioni di archeologia medievale finora attivate. Le risorse sono ancora repertoriate nei siti dedicati generalmente allarcheologia. Molto ricchi, ma centrati soprattutto sulletà classica sono, per esempio: Archäologie im Internet - curato dallInstitut für Ur- und Frühgeschichte Freiburg della Albert-Ludwigs-Universität Freiburg - che dedica due sezioni a Früh- e Hochmittelalter, con links ai siti attivati non solo in area tedesca ma anche in quelle franca e vichinga; e Archaeology information sources - curato dalla University of York Library - che dà conto delle risorse, delle organizzazioni di ricerca, delle riviste elettroniche e dei servizi generali disponibili in rete per larcheologia. Da menzionare è anche Guide to Archaeology on the Internet, la pagina di links delledizione su rete della rivista"Athena Review", che informa sulle ricerche di archeologia celtica e britannica. Per quelle italiane, si segnalano invece alcuni siti che fanno capo a insegnamenti universitari. Articolato e ricco di materiali e di riflessioni sullapplicazione dellinformatica in questo settore è, per esempio, quello della Sezione di archeologia del Dipartimento di archeologia e storia delle arti dellUniversita' di Siena, che offre materiali e informazioni sugli scavi di Poggio Imperiale, di Montarrenti e della Rocca di Scarlino; vi si appoggia anche il bollettino della Società archeologi medievisti italiani, con bibliografie e resoconti delle ricerche in corso e dei seminari e convegni organizzati, ma - significativamente - ancora senza una pagina di links alle risorse. In allestimento sono anche le realizzazioni collegate allinsegnamento di Archeologia medievale del Dipartimento di storia dellUniversità di Firenze: in rete sono già illustrate le indagini storiche ed archeologiche sull'insediamento dei crociati in Transgiordania (sec. XI-XII), e su Castiglione della Corte (ora Poggio della Regina), uno dei più importanti siti fortificati appartenuti ai conti Guidi nel Valdarno.
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| . | Pur in crescita, le istituzioni di ricerca medievistiche (o con programmi di studi medievali) presenti in rete con un proprio sito non sono ancora molte. Tralasciando i dipartimenti universitari, allinizio del 1998, oltre agli enti già citati, avevano aperto un sito in Italia: lIstituto Storico Italiano per il Medio Evo, che offre lintero catalogo delle pubblicazioni, una sezione dedicata al Repertorium Fontium Historiae Medii Aevi (con l'indice dei lemmi del vol. 7, Fontes L-M), e unaltra alla versione sperimentale dell'archivio bibliografico del progetto "Medioevo Europa" sulle fonti storiche (che consente una lettura dei lemmi N curati dai Comitati Nazionali che collaborano alla redazione del Repertorium, e per alcuni lemmi di alcuni dati bibliografici); lIstituto Internazionale di Storia Economica "Francesco Datini" di Prato, con notizie sulle attività, sulle settimane di studi, sulle pubblicazioni (con gli indici dei contenuti), sulla biblioteca (che raccoglie tesi di dottorato e ne pubblica gli abstracts in rete), schede storiche su Federigo Melis, Francesco Datini e il suo archivio, una pagina di links, e la versione digitale del proprio notiziario; l'Istituto Storico Italo-Germanico di Trento, di cui si segnalano in particolare le notizie sui progetti attivati, oltre alle consuete sezioni di informazione sulle attività istituzionali; l Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze, per il momento con una pagina essenziale sulle sole attività interne; e la Deputazione di storia patria per la Toscana, con una sezione di links ad altre istituzioni di ricerca. Nessun altro centro di studi medievistici - da quello alto medievale di Spoleto a quelli, dedicati ai periodi successivi, di Todi, Pistoia, Bari, San Miniato e altri - ha invece ancora attivato una propria presenza in rete (e ciò rispecchia il generale ritardo nel cogliere limportanza culturale delle nuove tecnologie di comunicazione). Viceversa, lo hanno già fatto alcune istituzioni straniere che operano in Italia: il Deutsches Historisches Institut in Rom, per esempio, il cui sito, introdotto da una dettagliata scheda storica, è in fase di sviluppo; la British School at Rome, che dispone di un sito molto spartano ma ricco di informazioni sulle proprie attività; e lHarvard University Center for Italian Renaissance Studies di Villa I Tatti a Firenze, che offre le informazioni essenziali e, soprattutto, lOPAC della biblioteca Berenson. LÉcole Française de Rome, invece, soffre il generale ritardo della Francia nelle applicazioni alla rete, e non dispone ancora di un propria attività in rete. Tra le istituzioni medievistiche allestero, e sempre tralasciando i dipartimenti universitari, hanno aperto siti di rilievo, in Germania, i Monumenta Germaniae Historica di München, che oltre a informazioni sulle attività sociali mettono a disposizione lintero catalogo delle pubblicazioni (anche degli elektronischen Monumenta), e lindice dei contenuti della collezione completa del "Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelalters"; e il Max-Planck-Institut für Geschichte di Göttingen, che fornisce informazioni sulle attività, le pubblicazioni, le ricerche condotte, e una buona pagina di links selezionati alle risorse Internet per la storia principalmente medievale. LInstitute of Historical Research dellUniversity of London pubblica invece unesemplare bulletin elettronico, IHR-Info, ricchissimo di informazioni sulla ricerca portata avanti in Inghilterra (progetti, corsi, seminari, convegni, tesi, istituzioni, risorse, banche dati, bibliografie, links, etc.); mentre il Warburg Institute dellUniversity of London offre, a sua volta, un sito molto articolato e denso di informazioni non limitate alla mera attività istituzionale. Oltreoceano sono da segnalare il sito del Pontifical Institute of Mediaeval Studies di Toronto, elegante nella grafica e ricco di informazioni su attività e pubblicazioni; quello del Centre for Reformation and Renaissance Studies, sempre di Toronto, cui fa capo anche la banca dati bibliografica sul Rinascimento, Iter (aggiornata, però, al 1996), e una pagina di collegamenti alle risorse web; quello, ricco di informazioni, della Medieval Academy of America; quello del Committee on Centers and Regional Associations (CARA) Data Project - sponsorizzato dalla MAA e gestito dallArizona Center for Medieval and Renaissance Studies dellArizona State University -, un utile catalogo delle organizzazioni, centri e istituzioni di ricerca nordamericane e dei loro programmi sul medioevo; e quello, infine della Renaissance Society of America, cha dà conto delle attività, pubblicazioni e banche dati. Per luso esemplare delle possibilità che offre la rete nellorganizzazione di incontri di studio, meritano infine una menzione anche i siti delle due grandi kermesse annuali, le "fiere di Champagne" dellodierna medievistica, come le ha definite Jacques Le Goff: lInternational Congress on Medieval Studies organizzato a Kalamazoo dalla Western Michigan University (e giunto nel 1998 alla 33° edizione); e lInternational Medieval Congress (Congresso internazionale di ricerca multidisciplinare sull'Europa medievale) organizzato dal 1994 dallInternational Medieval Institute della University of Leeds.
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| . | La situazione è comunque in movimento. Nellarticolo precedente si era indicato come riviste americane quali "American historical review", "Renaissance quarterly", "Speculum" e "Studies in the Renaissance" siano già acquistabili in forma elettronica attraverso Jstor, un'apposita società legata alla Michigan e alla Princeton University che fornisce l'accesso a pagamento al riversamento elettronico delle collezioni complete di un numero considerevole di riviste. In Italia è da segnalare la pionieristica iniziativa di "Studi storici" di affiancare dal 1995 alledizione a stampa anche ledizione elettronica completa, ispirata alla fiduciosa convinzione che stampa e rete non siano antagoniste ma complementari. E anche nel settore medievistico cominciano a essere pubblicate riviste esclusivamente elettroniche (dette anche e-journals). Sono molte ormai le riviste di storia presenti in rete in forme varie. Per il momento, prevale, come detto, la sola indicazione degli indici dei contenuti (talora dellintera collezione, talora dei numeri più recenti o correnti), talvolta accompagnata dagli abstracts degli articoli, più raramente dai testi integrali. Mi limito qui di seguito a segnalare, schematicamente, l'offerta, allo stato attuale, delle pubblicazioni più rilevanti per il settore medievistico. Lindice dei contenuti dellintera collezione è già disponibile, per esempio, per il "Bullettino dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e Archivio Muratoriano" (in forma di catalogo editoriale), il "Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelalters" e "Traditio". Tra le riviste di fondazione più recente, gli indici completi sono offerti anche dai "Cahiers de l'Institut du Moyen-Âge grec et latin" di Copenhagen; da "Comitatus. A Journal of Medieval and Renaissance studies" (che per i numeri più recenti offre anche gli abstracts degli articoli e le recensioni); da "Micrologus. Nature, Sciences and Medieval Societies" (che offre anchessa gli abstracts dei saggi); dalla "Rivista Internazionale di Diritto Comune"; da "I Tatti Studies. Essays in the Renaissance"; e dalla neonata (1996) "Das Mittelalter. Perspektiven Mediävistischer Forschung" della Mediävistenverbandes tedesca. Gli "Analecta Bollandiana"e il "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes" si limitano invece a fornire lindice dei contenuti dellultimo volume; mentre l"Archivio storico italiano"avvia dal 1998 ledizione in rete (con abstracts, rubriche elettroniche, links e, progressivamente, una banca dati con gli indici non solo dei contenuti ma anche analitici delle oltre 150 annate). Tra le riviste settoriali meritano invece una menzione: "Arthuriana" (dedicata alla tradizione della letteratura arturiana, che offre gli abstracts e, a pagamento, i testi degli articoli); "Confraternitas" (bollettino della Society for Confraternity Studies, con indice dei contenuti e la bibliografia dei libri ricevuti); e la "Gazette du livre médiéval" (bollettino della citata Association paléographique internationale, con i sommari dei fasciscoli apparsi a stampa). Si segnala, perché mette on-line i testi integrali degli articoli, anche "Essays in Medieval Studies", i proceedings dellIllinois Medieval Association. Completamente digitale è invece "The Medieval Review" (già nota come "Bryn Mawr Medieval Review"), le-journal del Medieval Institute della Western Michigan University di Kalamazoo (che offre anche un motore di ricerca interno al sito) che interpreta la propria specificità fornendo essenzialmente un servizio di recensione delle pubblicazioni. Meritano di essere segnalate anche due iniziative digitali studentesche: litaliana "Spolia. Informazioni, studi e ricerche sul medioevo", una realizzazione di giovani studiosi variamente legati all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", che intende segnalare ricerche in corso di svolgimento, resoconti di convegni e mostre, e recensioni di articoli e libri, e abstracts di tesi di laurea e di dottorato; e la canadese "Universitas", curata dagli studenti dei corsi medievistici dellUniversité du Quebec à Montreal, che pubblica articoli e resoconti.
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| . | In altri termini, non è detto che lo sviluppo della telematica sovverta necessariamente le pratiche della ricerca. Certo, muteranno probabilmente alcuni aspetti legati soprattutto alla comunicazione e alla discussione dei risultati, e alla condivisione delle risorse. Le nuove forme potrebbero restituire all'intellettuale la sua antica vocazione al dibattito e al confronto critico. Ma perché ciò avvenga occorre che le menti migliori della storiografia comincino a dedicarsi ai nuovi strumenti, alle nuove pratiche, e che si superino non solo le diffidenze ma anche il volontarismo che spesso le origina muovendo da coloro che meno hanno da dire (e che spesso sostituiscono la ludicità della cybernavigazione alle fatiche della ricerca). Giova ripetere: nel medioevo di Internet le realizzazioni medievistiche migliori sono ancora quelle da fare. Lattuale sottoutilizzazione del mezzo deve far posto a una consapevole acquisizione professionale da parte dello studioso, che contribuisca anche a inibire il martellamento ideologico in corso a sostegno della diffusione commerciale della rete. Soprattutto, occorre non perdere mai di vista che la ricerca - per fortuna - si continuerà a fare negli archivi e nelle biblioteche, curvi sulle pergamene, imbrattandosi le mani coi registri, starnutendo alla polvere dei codici, sfogliando un libro. Esperienze di vita e di lavoro che lasettica immaterialità del digitale non potrà mai restituire.
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| . | Nota bibliografica Le indicazioni seguenti fanno riferimento al testo dei paragrafi corrispondenti.
Il riferimento è a De Carli, L., Internet. Memoria e oblio, Torino 1997. Il lettore che non volesse limitarsi ai soli aspetti tecnici delluso della rete, ma riflettere anche sulle implicazioni e sui mutamenti epocali che si profilano nelle comunicazioni sociali grazie alla diffusione delle nuove tecnologie digitali, potrà fare utilmente riferimento, come prima introduzione, anche a Rawlins, G.J.E., Le seduzioni del computer [1996], Bologna 1997; e Ghezzi, E., Il mezzo è laria, Milano 1997. Molto interessanti sono pure le interviste raccolte nella ricca biblioteca digitale di Media/Mente: cfr., in particolare, per la pertinenza con quanto detto nel testo, quella a Mario Ricciardi, La comunità umanistica italiana e le nuove tecnologie.
Come detto, le realizzazioni in rete mutano di aspetto, di indirizzo e di contenuto giorno dopo giorno, in un processo che nemmeno luso del mezzo specifico consente di seguire adeguatamente. I tempi di scrittura, di redazione editoriale, di stampa e di lettura sono inevitabilmente superati dalle novità quotidiane che investono Internet; a distanza solo di alcuni mesi alcune osservazioni risulteranno perciò inevitabilmente invecchiate, alcuni siti saranno stati modificati, abbandonati o chiusi e molti altri aperti. Chi scrive ha redatto il testo dellarticolo apparso nel n° 44 di "QM" - Medievisti nelle reti. La mutazione telematica e la pratica della ricerca storica (pp. 110-128) - nelle settimane a cavallo tra maggio e giugno 1997, e ha corretto e integrato le bozze alla fine di settembre; i primi lettori hanno potuto consultare il fascicolo tra dicembre 1997 e gennaio 1998. Alcune delle informazioni lì contenute sono nel frattempo invecchiate. Queste pagine, invece, sono state scritte tra la fine di dicembre 1997 e linizio di gennaio 1998, le loro bozze saranno corrette ed eventualmente integrate nel marzo, i primi lettori potranno vederle nel giugno-luglio 1998. Per quanto "QM" sia un esempio eccezionale di puntualità e di celerità editoriale, alcune informazioni avranno molto probabilmente bisogno di essere ulteriormente aggiornate. Lautore deve pertanto procedere ad alcune integrazioni relative allarticolo comparso nel n° precedente. Nel luglio 1997 è stato effettivamente messo in linea "Medioevo latino", il bollettino bibliografico degli studi sulla civiltà medievale redatto dalla Società internazionale per lo studio del medioevo latino (SISMEL). Ma contrariamente a quanto era stato annunciato per mesi, non è stato reso disponibile laccesso all'intero archivio di oltre centomila records, limitandosi la consultazione, per il momento, all'ultimo volume pubblicato (il XVII, 1996). In un certo senso, si tratta di un'occasione mancata. L'evento si sarebbe proposto positivamente quale esempio del servizio istituzionale che dovrebbero offrire gli enti di ricerca finanziati con risorse pubbliche. La decisione finale, assai prudente, si accompagna invece alla commercializzazione di un Cd-Rom con gli indici delle prime dieci annate. Il rischio è che come per gli archivi testuali prodotti su supporto ottico - a cominciare, per esempio, da quelli editati dal CETEDOC - già riservati, di fatto, a un'utenza finanziariamente privilegiata, i costi di accesso alle risorse più ricche e meglio organizzate si rivelino alla lunga insostenibili non solo per il singolo studioso ma per le stesse istituzioni universitarie e di ricerca (anche se incombono su questo strumento editoriale le trasformazioni tecnologiche cui si accenna qui al § 5). Anche il progetto Medioevo Europa - una banca dati relativa "alle fonti della storia medievale e degli autori medievali in genere" e alle bibliografie per gli studi - sembra segnare il passo. Presentato sin dal convegno di Bologna del 1992 dell'associazione "History and Computing" (cfr. Orioli, R., Progetto Medioevo Europa, in Storia & multimedia, a cura di F. Bocchi e P. Denley, Bologna, 1994, pp. 78-82), e annunciato a lungo su un sito - ora rimosso -come "la maggiore iniziativa culturale europea per quanto concerne l'informazione scientifica sul Medioevo",il progetto finora è stato avviato in rete con dati molto esigui solo nellambito del sito dellIstituto Storico Italiano per il Medio Evo (cfr. qui al § 7). Entrambi gli esempi segnalano la diffusione anche in Italia delle tendenze che stanno conducendo alla progressiva chiusura degli accessi liberi alle banche dati on-line organizzate sistematicamente. Sarà questa, probabilmente, una questione oggetto di discussione nel prossimo futuro. . Altre piccole integrazioni: Padre Roberto Busa ha concesso a Media/Mente unintervista su Informatica e scienze umane; lInternational Medieval Bibliography. Bibliography for the Study of the European Middle Ages (450-1500) ha aperto un sito di presentazione; un buon repertorio delle bibliografie medievistiche disponibili in rete è Bibliographies / Specialized Bibliographies, che appartiene allORB; anche il Centre de traitement électronique des documents (CETEDOC) dellUniversité catholique de Louvain ha aperto un sito che illustra le ricerche in corso (banche dati latine e greche, il Thesaurus Pseudo-Dionysii Areopagitae, etc.) e le pubblicazioni sia a stampa sia su Cd-Rom, tra le cui novità è annunciato lavvio nel 1998 del Thesaurus Diplomaticus - curato insieme con la Commission Royale d'Histoire e il Comité national du dictionnaire du Latin médiévale - che progressivamente editerà lintera documentazione latina darea belga fino al 1350; per gli studi di storia territoriale italiana è ora a disposizione un Cd-Rom curato dall'Istituto Geografico Militare che raccoglie tutti i toponimi e microtoponimi compresi sulle "tavolette"della Carta topografica d'Italia alla scala 1:25.000: cfr. il sito dellIGM; lArchivio di Stato di Firenze ha aperto un sito gestito in proprio (che per il momento non fornisce servizi di consultazione a distanza); mentre cenni introduttivi sul patrimonio di quelli di Venezia, Napoli, Ravenna, Forlì e Chieti sono offerti dal sito del VeNetIan Virtual Archive (VENIVA), un progetto privato finanziato dallUnione Europea per lo sviluppo di servizi digitali e telematici collegati ad archivi, biblioteche e istituzioni culturali italiane, austriache e greche.
Sulluso dei motori di ricerca, cfr. Calvo, M. et alii, Internet '97. Manuale per l'uso della rete, Roma-Bari, 1997, pp. 336-353, il cui testo è anche disponibile in rete nel sito della Laterza Editori. Occorre precisare che informazioni sia sul Dipartimento di Paleografia e Medievistica dellUniversità di Bologna sia sulla Facoltà di Lettere dellUniversità di Torino - come, per altro, su molti altri istituti universitari italiani e stranieri (in questo, gli esempi addotti sono assolutamente casuali) - sono sì attingibili in rete, ma su siti web gestiti a livello dateneo dalle rispettive Università. A differenza di alcuni Dipartimenti di storia - come quelli di Firenze o di Venezia - o di alcune Facoltà di Lettere - come quelle di Genova o di Roma "La Sapienza" - che invece già realizzano in proprio, talora su propri servers (attraverso, cioè, computers che forniscono la gestione diretta delle realizzazioni su rete), proprie pagine di informazione sulle attività didattiche e di ricerca dei docenti afferenti, la maggior parte delle unità forniscono ancora informazioni gestite dai centri amministrativi o di calcolo delle Università di appartenenza, con conseguenti effetti sullaggiornamento e la tempestività delle informazioni: quelle relative al citato dipartimento medievistico bolognese, per esempio, indicavano ancora come sedi, allinizio del 1998, le dislocazioni antecedenti alla nuova di piazza S. Giovanni in Monte, e la presenza in organico del compianto prof. Vito Fumagalli. Questo stato di cose - che rispecchia il quadro ancora arretrato, per quanto in sensibile mutamento, delle dotazioni strumentali informatiche delle strutture universitarie italiane nel settore umanistico - determina anche, in linea generale, le condizioni di sviluppo dellutenza potenziale delle risorse Internet nellambito delle comunità accademiche umanistiche del nostro paese. Esempi avanzati di siti dipartimentali nel settore medievistico già non mancano invece in Germania, in Inghilterra o negli Stati Uniti: si vedano, a mero titolo di esempio, quelli dellInstitut für Frühmittelalterforschung della Westfälische Wilhelms-Universität Münster (tradotto in 4 lingue), del Centre for Medieval Studies dellUniversity of York, o dellUCLA Center for Medieval & Renaissance Studies, ricchissimi di informazioni sulle attività didattiche e di ricerca degli studiosi afferenti.
Rammento i pochi repertori a stampa di siti medievistici di cui sia a conoscenza: la rubrica Les ressources Internet in "Le médiéviste et l'ordinateur",31-32 (printemps-automne 1995), pp. 54-62; 33 (printemps 1996), pp. 60-65; e quello (stile "yellow pages") di The history highway: a guide to Internet resources, ed. by D.A. Trinkle, Armonk, N.Y. 1996, pp. 44-52. Mi permetto inoltre di segnalare quanto già indicato in Zorzi, A., Medioevo su internet, "Lindice dei libri del mese", XIV/9 (ottobre 1997), p.50 (il cui testo è consultabile anche in rete nel sito Iura communia [nella directory: /zorzi.html].
Di Rawlins, Le seduzioni del computer, cit., si cfr. le pp. 53-83; di Ortoleva, P., Presi nella rete? Circolazione del sapere storico e tecnologie informatiche, in Storia & Computer. Alla ricerca del passato con l'informatica, a cura di S. Soldani e L. Tomassini, Milano, 1996, pp. 64-82, e lintervista sulla produzione culturale nellepoca della riproducibilità telematica, Società moderna e tecnologia, per la citata biblioteca digitale di Media/Mente. Quanto alla Liz 3.0. Letteratura Italiana Zanichelli. Cd-Rom dei testi della letteratura italiana, a cura di P. Stoppelli ed E. Picchi, Bologna 1997, si noti il chiasmo progressivo tra il numero delle opere comprese nelle varie edizioni e i prezzi del Cd-Rom: la Liz 1.0, del 1993, commercializzava 362 unità testuali (di 109 autori) a 556.800 lire; la Liz 2.0, del 1995, 500 opere (di 113 autori) a 556.800 lire; la Liz 3.0, del 1997, 770 opere (di 182 autori) a 280.000 lire. Per ulteriori informazioni, cfr. il sito della Zanichelli. Cenni introduttivi sulle biblioteche digitali sono in Calvo, M. et alii, Internet '97, cit., pp. 365-376. Un aggiornato catalogo di links è nel sito del Progetto Alessandria, che si propone la fondazione di una biblioteca telematica gratuita aperta a opere di tutto il mondo, in tutte le lingue. Per ulteriori informazioni sul progetto Perseus, cfr. anche Cristofori, A., Il mondo antico su Internet, "Lindice dei libri del mese", XIV/10 (novembre 1997), p.50. Un esemplare archivio digitale di testi storici è ELIOHS. Electronic Library of Historiography, gestita dalla rivista specialistica "CROMOHS. Cyber Review of Modern Historiography". I riferimenti sono a Salvatori, E., La popolazione pisana nel Duecento (dal patto di alleanza di Pisa con Siena, Pistoia e Poggibonsi del 1228), Pisa 1994; Statuti di Biella del 1245-1348, editi da P. Sella, Biella 1904; e Herlihy, D. - Klapisch-Zuber, Ch., Les Toscans et leurs familles. Une étude du catasto florentin de 1427, Paris 1978.
Sulle nuove forme di costruzione del prodotto culturale cfr. la citata intervista a Peppino Ortoleva. Le versioni a stampa dei contributi di Peter Stotz sono, rispettivamente, Le sorti del latino nel medioevo, in Lo spazio letterario del medioevo, 1: Il medioevo latino, Direttori: G. Cavallo, C. Leonardi, E. Menestò, vol. II: La circolazione del testo, Roma 1994, pp. 153-190, e Mediävistik auf Internet, "Mittelalter", 1 (1996), pp. 177-178. La guida di Vincent Ilardi è apparsa anche a stampa in appendice a The French Descent into Renaissance Italy, 1494-5: Antecedents and Effects, ed. by David Abulafia, Aldershot 1995.
Alle indicazioni fornite nel testo sui centri di ricerca medievistici sarà utile aggiungere qualche riferimento ulteriore ai siti istituzionali. Il Ministero dellUniversità e della Ricerca Scientifica, per esempio, ne ha aperto uno ricchissimo di informazioni, al quale è collegato un altro, gestito dal CINECA (Interuniversity Consortium of the North-Eastern Italy for Automatic Computing), che offre utili notizie su personale docente, sedi, facoltà , corsi di laurea, diplomi universitari e dottorati di ricerca degli Atenei italiani, oltre che sui settori scientifico-disciplinari e i finanziamenti alla ricerca. Manca ancora invece un repertorio aggiornato dei siti aperti quotidianamente dalle unità di base delle università italiane (istituti, dipartimenti, facoltà, etc.): lacunoso è infatti anche il più ampio esistente, quello curato dal Consorzio interuniversitario lombardo per l'elaborazione automatica (CILEA). Gli enti di ricerca nazionali (CNR, GARR, etc.) si raggiungono invece comodamente dalla pagina dedicata del sito del MURST. Da segnalare è infine il sito sullIstruzione Superiore in Italia - curato dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane - che ne illustra i principi costituzionali, lautonomia universitaria, gli organi istituzionali, e offre un indice e una mappa (lacunosi) delle sedi collegate in rete, oltre a un saggio storico del prof. Cosimo Damiano Fonseca su Il sistema universitario italiano. Si segnala inoltre come nel programma a stampa della XLVI Settimana di studio (1998) organizzata dal Centro Italiano di Studi sullAlto Medioevo di Spoleto sia stato diffuso un improbabile "indirizzo di posta elettronica: www.cisam.org", che rinvierebbe semmai, sia pure in forma incompleta, a un URL (al quale, per altro, nel gennaio 1998 non corrispondeva ancora alcun sito). Il segnale - ipotizzando un possibile refuso tipografico - è comunque indizio positivo di unimminente connessione in rete di uno dei nostri più prestigiosi centri di studio medievistici. La citazione del giudizio di Jacques Le Goff sul raduno di Kalamazoo è tratta dal gustoso resoconto di Romagnoli, d., Kalamazoo, o le fiere di Champagne, in "QM", 27 (giugno 1989), pp. 151-157.
Limmissione integrale on-line di "Studi storici" è stata accompagnata da unintervista al direttore Franco Barbagallo - Studi Storici su Internet - consultabile nella citata biblioteca digitale di Media/Mente. Elenchi dei siti di ulteriori riviste di interesse medievistico si possono trovare nelle sezioni loron dedicate dai principali siti di collegamento indicati al § 3.
La bibliografia sugli ipertesti è ormai molto folta. Si cfr. almeno Landow, G.P., Hypertext. The convergence of contemporary critical theory and technology, Baltimore-London 1982; Text, ConText, and HyperText. Writing with and for the Computer, ed. by Barrett, E., Cambridge (Mass.) 1988; Bolter, J.D., Writing Space. The Computer, Hypertext, and the History of Writing, Hillsdale 1991; e RICCIARDI, M., Oltre il testo: gli ipertesti, Milano 1995. Elementi di critica sono invece espressi, per esempio, da De Carli, Internet. Memoria e oblio, cit., pp. 22-28 Ringrazio Enrico Artifoni, Mario Infelise, Igor Mineo, Rolando Minuti, Mario Montorzi, Luigi Provero, Silvio Pucci, Francesco Santi e Luigi Siciliano per le preziose indicazioni fornitemi. Il testo di questi articoli per "Quaderni medievali", grazie alla cortese autorizzazione del direttore, è consultabile anche su rete, allindirizzo http://storia.unifi.it/pim/aim/risorse/. In tale formato esso consente lattivazione diretta, tramite links ipertestuali, degli URL elencati in calce, ed è a disposizione per chiunque sia interessato a un suo fair use. In vista della costruzione di un sito italiano dedicato alla repertoriazione delle risorse Internet per gli studi medievali - in allestimento presso il Polo Informatico Medievistico del Dipartimento di storia dellUniversità di Firenze - si invitano tutti gli studiosi e gli enti interessati a segnalare iniziative, realizzazioni ed edizioni digitali al seguente indirizzo e-mail: zorzi@cesit1.unifi.it
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Si forniscono gli indirizzi (URL) dei siti citati in
questo articolo.
AltaVista: http://www.altavista.digital.com/ "Analecta Bollandiana": http://mx500i.kbr.be/~socboll/analecta.html#AnalLast Archäologie im Internet: http://www.ufg.uni-freiburg.de/d/link/index.html Archaeology information sources: http://www.york.ac.uk/services/library/subjects/archint.htm#dir Archeologia medievale (Dipartimento di storia dellUniversità di Firenze): http://www.storia.unifi.it/pim/am/default.htm Archivio di Stato di Firenze: http://www.unifi.it/garr-fi/archiviostato/ "Archivio storico italiano": http://www.storia.unifi.it/pim/asi-dep/home.htm Argos. Limited Area Search of the Ancient and Medieval Internet: Arisitum. Histoire et archeologie en France: http://www.arisitum.org/adihaf/index.htm "Arthuriana": Association paléographique internationale. 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