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UN
APPELLO: 10 EURO PER RETI MEDIEVALI
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Chi
intendesse aderire a questa
richiesta potrà farlo effettuando il versamento tramite bonifico bancario ("Ass. cult. Reti medievali", Banco Popolare di Verona e
Novara, IBAN: IT51U0518811701000000164505), oppure con carta di credito sul sito sicuro di Paypal:
Reti Medievali chiede il sostegno dei suoi lettori. A un decennio dal suo avvio, Reti Medievali può vantare un
bilancio complessivo di crescita, avendo offerto nel tempo un contributo su
molti piani alla comunicazione scientifica e alla ricerca in ambito
medievistico. Al tempo stesso RM si scontra con difficoltà che rischiano di
compromettere le proporzioni e la continuità di questo contributo, se non la
sua stessa esistenza.
La drammatica
situazione dei
finanziamenti alla ricerca di base minaccia infatti di togliere respiro alle
iniziative scientifiche soprattutto di ambito umanistico, indipendentemente
dalla loro qualità. Ciò è frutto di oggettive difficoltà del bilancio
pubblico, ma anche di una politica economica indifferente alla tradizione e
ai valori della cultura non direttamente finalizzata al mercato.
Reti Medievali ha
finora
realizzato i suoi progetti con il sostegno di finanziamenti pubblici, usufruendo
nel tempo del contributo del Ministero della Pubblica Istruzione per gli
Istituti speciali di ricerca e di quote di finanziamenti ai progetti di
ricerca. In minore misura ha pure attinto al contributo volontario del 5 per
1000 sulle imposte dirette destinatogli da alcuni suoi lettori. Oggi la
maggior parte di queste risorse non è più disponibile e appare sempre più
problematico coprire i costi, sia pure minimi, dell’iniziativa.
Reti
Medievali ha costi estremamente
contenuti: in ottemperanza ad una delle convinzioni di fondo
dei suoi
ideatori, che cioè le risorse della telematica offrissero l’opportunità di
ridurre enormemente i costi della diffusione della cultura scientifica,
favorendone la circolazione e la “disseminazione”, Reti medievali ha contenuto
i costi ricorrendo a poche collaborazioni tecniche ed editoriali e contando
per l’aspetto ideativo, per il coordinamento editoriale e per la produzione
scientifica sull’impegno volontario di ricercatori strutturati
nell’Università. Complessivamente le esigenze finanziarie possono essere
valutate attorno a una cifra che va da 7 ai 10000 euro per anno di attività.
Reti
Medievali ha perseguito l’obiettivo
di contribuire alla trasformazione delle pratiche della ricerca medievistica nel
nuovo contesto tecnologico salvaguardando la tradizione disciplinare: accettando
la sfida rappresentata dal principio della libera circolazione del prodotto
della ricerca finanziata con risorse pubbliche, Reti Medievali rende disponibile
un patrimonio di conoscenze che annovera 13 volumi in formato digitale; una
biblioteca digitale di oltre 15oo saggi e 23 volumi; la versione digitale di
27 opere di carattere didattico fra cui alcune importanti antologie di fonti;
16 numeri della Rivista comprendenti oltre 90 saggi, 55 materiali di altra
tipologia (anche innovativa rispetto al tradizionale saggio scientifico),
260 schede su novità editoriali e 90 su tesi dottorali di
tema medievistico; un dizionario bio-bibliografico della cultura medievistica
comprendente circa 2000 indicazioni bibliografiche strutturate e una decina
di profili di storici; un repertorio delle risorse a stampa e digitali su
grandi temi della medievistica ricco
di una ventina di schede e in costante incremento; un bollettino-archivio
delle iniziative congressuali con quasi 6000 indicazioni di convegni e 850
segnalazioni di atti. Tutto ciò rappresenta un patrimonio che rispecchia in
larga misura gli orientamenti recenti della medievistica italiana e
internazionale, valorizza - facilitandone la circolazione e l’uso - molti
importanti prodotti della tradizione disciplinare, sperimenta strade
innovative nella diffusione della cultura medievistica. La proiezione
internazionale, attraverso il contributo di singoli studiosi e il rapporto
con istituzioni di ricerca, ha contribuito a garantire il dialogo fra diverse
tradizioni storiografiche nazionali e a stimolare il confronto e la
collaborazione su temi comuni.
Reti
medievali intende proseguire
nel suo progetto, che ha incontrato il favore e l’interesse
della comunità dei
medievisti, ma per far ciò ha la necessità di rivolgersi ai suoi lettori con
una richiesta di sostegno finanziario. Al di là dell’appello alle donazioni volontarie
e alla destinazione del 5 per 1000, chiediamo ai lettori – che
complessivamente accedono al sito nella misura di circa 15000 contatti
mensili – un contributo minimo, quasi simbolico, di 10 euro, con l’obiettivo
di ottenere l’adesione di 1000 lettori. Tali cifre, del tutto realistiche in
relazione al consenso registrato attorno all’iniziativa, consentirebbero a
Reti Medievali di contare sulle pur modeste risorse indispensabili al suo
funzionamento e alla sua crescita.
Invitiamo quindi
1000 lettori a
tale versamento volontario nella convinzione che nel servizio fornito da Reti
Medievali alla cultura medievistica risiedano sufficienti motivazioni a
mobilitare la sensibilità dei membri di una comunità scientifica la cui
stessa esistenza è peraltro minacciata dalla crescente difficoltà di
reperimento di risorse adeguate.
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