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III - 2002 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Criminalità e giustizia in Germania e in Italia.
Pratiche giudiziarie e linguaggi giuridici tra tardo medioevo ed età moderna,
a cura di Marco Bellabarba, Gerd Schwerhoff e Andrea Zorzi,
Bologna, Il Mulino/Istituto storico italo-germanico in Trento, 2001.


Indice

Presentazione
di Marco Bellabarba, Gerd Schwerhoff e Andrea Zorzi

I: Poteri urbani e sistemi giudiziari nel tardo medioevo/ Herrschaft und Justiz in spätmittelalterlichen Städten

Negoziazione penale, legittimazione giuridica e poteri urbani nell’Italia comunale, di Andrea Zorzi

Diebstahl oder Erbrecht? Streit um letztwillige Verfügungen in den oberrheinischen Städten des 15. und 16. Jahrhunderts, von Katharina Simon-Muscheid

 

II: Giustizia penale e sistemi infragiudiziari negli stati territoriali / Aussergerichtliche Konfliktregelung in den Territorialstaaten

Konfliktregelung als Leitprinzip frühneuzeitlicher Strafjustiz. Die Peinliche Gerichtsbarkeit im Hochstift Osnabrück im 18. Jahrhundert, von Harriet Rudolph

I limiti della giurisdizione penale. Crimini, competenza e territorio nel pensiero giuridico tardo-medievale, di Paolo Marchetti

Kriminalität und Praxis der Strafjustiz im geistlichen Territorialstaat des Alten Reiches. Sexuelle Delinquenz und Justiz-nutzung im frühneuzeitlichen Kurmainz, von Karl Härter

La mediazione giudiziaria dei conflitti sociali alla fine del medioevo. Tribunali ecclesiastici e resistenza comunitaria in Valtellina, di Massimo Della Misericordia

Zwischen Einbindung und Ausgrenzung. Zur Rechts- und Sozialgeschichte der Urfehde im deutschen Südwesten zwischen dem 14. und dem 18. Jahrhundert, von Andreas Blauert

Pace pubblica e pace privata: linguaggi e istituzioni processuali nell’Italia moderna, di Marco Bellabarba

 

III: Tribunali e pratiche sociali in età moderna / Gerichte und soziale Praktiken in der Frühen Neuzeit

Histoire de la criminalité en tant que micro-histoire ou: une possibilité d’analyser un village au début des temps modernes, par Michael Frank

Il ‘problema penale’ nella dottrina italiana del secondo Settecento: Filippo Maria Renazzi, di Beatrice Maschietto

Spielräume religiöser Toleranz. Blasphemie im frühneuzeit-lichen Zürich, von Francisca Loetz

Gotteslästerung, Aberglauben oder Betrug? Zur sozialen Praxis und staatlichen Sanktionierung des "Schatzgrabens" im 18. und frühen 19. Jahrhundert, von Peter Wettmann-Jungblut

Usi della giustizia come elemento di controllo sociale nella prima età moderna, di Martin Dinges

 

IV: Prospettive /Ausblick

Construction et stratégies: le crime et la justice entre production politique et ressources communautaires. Quelques réflexions sur l’histoire du crime et de la justice en Europe médiévale et moderne, par Xavier Rousseaux

Giustizia negoziata, giustizia egemonica. Riflessioni su una nuova fase degli studi di storia della giustizia criminale, di Mario Sbriccoli

Die frühmoderne Justiz zwischen Staat und Gesellschaft. Eine Tagungsnachlese, von Gerd Schwerhoff


Presentazione

Come è noto, gli studi di storia della giustizia hanno conosciuto nello scorso decennio una fase di piena maturazione delle prospettive scientifiche e di definitivo riconoscimento storiografico a livello internazionale. Ne sono testimonianza il grande numero di ricerche, la frequenza sempre più intensa degli incontri e dei convegni di studio, la mole crescente delle pubblicazioni, la nascita di riviste specializzate. Quella che in origine, negli anni settanta del secolo XX, era stata prevalentemente un’iniziativa anglo-francese, si è poi progressivamente estesa alle altre principali storiografie europee e nordamericane, con interessanti aperture recenti a quelle dell’Est europeo e dell’America latina. Il panorama è ormai – all’inizio del nuovo secolo – molto ricco e variegato negli oggetti di studio e nelle scelte di metodo. Si può anzi dire che il settore corre ormai il rischio non solo dell’inflazione degli studi, ma anche della proliferazione dei linguaggi storiografici, con il pericolo di una progressiva incomunicabilità dei risultati della ricerca.

Si pone dunque, crescentemente, l’esigenza di promuovere occasioni di reale confronto tra gli studiosi. È quello che abbiamo cercato di fare organizzando a Trento, nell’ottobre del 1999, delle giornate di studio di cui questo volume raccoglie gli atti. Essi si configurano come un primo confronto tra le pratiche della ricerca nelle storiografie tedesca e italiana, che, nelle intenzioni, doveva puntare a due risultati: da un lato, a un confronto storiografico e di metodo sui diversi percorsi di studio di storia della giustizia e della criminalità in Italia e Germania, sullo sfondo dell’evoluzione internazionale di questo campo del sapere; dall’altro, a un confronto di risultati delle ricerche in area italiana e tedesca, sul lungo periodo, ma con particolare attenzione ad alcune scansioni (quali le autonomie urbane, gli stati territoriali, le trasformazioni del secolo XVIII). Crediamo di poter dire che questi scopi sono stati in buona misura raggiunti, come testimoniano la ricchezza e l’articolazione di questo volume.

Lo spunto di partenza del progetto era stato l’invito a interrogarsi, là dove possibile, sulle possibilità euristiche di interpretazione cui possono dare luogo indagini centrate sull’analisi delle pratiche giudiziarie (intese come ambiti di esplicazione del pluralismo dei sistemi giudiziari) e dei linguaggi giuridici (intesi come configurazioni dei saperi tecnici e culturali nel contesto dei processi istituzionali) in area italiana e tedesca tra tardo medioevo ed età moderna. Ne sono emersi vari contributi che abbiamo raccolto intorno ad alcuni nuclei tematici: esempi dell’interazione tra i due piani d’indagine nelle città e negli stati territoriali tra tardo medioevo e prima età moderna; analisi delle procedure giudiziarie sul più lungo periodo; scandagli più puntuali sulla varietà di esperienze che assunse la giustizia penale in area tedesca e italiana; illustrazioni di pratiche e comportamenti sociali soggetti a processi di criminalizzazione; e alcuni quadri di sintesi e di confronto più ampio con le attuali correnti di studio internazionali, emersi dalla tavola rotonda che chiuse il convegno.

Dai singoli contributi e dall’insieme degli atti (cui mancano purtroppo i testi di qualche relazione) emergono alcune significative convergenze tra le due storiografie, così come anche alcune loro caratteristiche peculiari. Per entrambe si può per esempio osservare come lo studio dei temi giudiziari abbia compiuto una parabola dalla derivazione economico-sociale e dai metodi quantitativi degli approcci iniziali, alla prospettiva politico-istituzionale di una storia della giustizia criminale e della repressione penale, fino alle aperture alle nuove metodologie delle analisi sociali e culturaliste dell’ultima fase. Si tratta di un processo che si è svolto con tempi e intensità diverse: in Germania, è maturata nel corso degli anni novanta del Novecento una vera e propria generazione di studiosi che si è dedicata sistematicamente alla storia della giustizia penale e della criminalità; mentre in Italia hanno avuto più peso alcune scuole, a cominciare da quella pionieristica di Gaetano Cozzi che avviò questi studi negli anni Settanta, e dai gruppi di ricerca che, dagli anni Ottanta, hanno fatto capo a Mario Sbriccoli, a Elena Fasano Guarini e alla rivista "Quaderni storici".

In entrambe le storiografie hanno inoltre giocato un ruolo importante, ma con esiti molto diversi, le rispettive, ricche e importanti, tradizioni degli studi storico-giuridici. In quella tedesca hanno esercitato un condizionamento molto forte, fino a tempi recenti, gli approcci formalisti e normativi, che hanno provocato una decisa reazione verso indagini di tipo più marcatamente sociale. In quella italiana, si è invece sviluppato un perdurante interesse per lo studio del pensiero giuridico e del ruolo dei giuristi, che è stato alla base di un confronto costante tra storici del diritto e della società. La storiografia italiana – che ha conosciuto una lunga e feconda stagione iniziale di studi sulle istituzioni giudiziarie – ha così potuto sviluppare negli ultimi anni un interesse crescente per gli apporti e per le prospettive aperte dall’analisi delle culture e dei linguaggi giuridici. Per reazione, gli storici tedeschi hanno invece mantenuto più vivi gli interessi per la storia sociale della criminalità e per la dimensione penale del disciplinamento giudiziario, con un maggiore ancoraggio, forse, rispetto a quelli italiani, alle prospettive e ai dibattiti aperti dalla storiografia anglosassone tra gli anni settanta e ottanta. Ma sono, questi, solo alcuni spunti iniziali per il lettore che vorrà approfondirli.

Desideriamo infine ringraziare l’Istituto storico italo-germanico di Trento che ha rinnovato anche in questa occasione la sua vocazione all’incontro tra le culture e le storiografie italiana e tedesca, accogliendo generosamente il nostro progetto e curandolo fino alla pubblicazione degli atti. La nostra gratitudine va anche al Dipartimento di Studi storici e geografici dell’Università degli Studi di Firenze e alla Fakultät für Geschichtswissenschaft und Philosophie dell’Università Bielefeld, che hanno contribuito alla migliore organizzazione del convegno, e all’International Association for the History of Crime and Criminal Justice, che ha offerto il patrocinio scientifico.


Curatori

Marco Bellabarba è ricercatore dell'Istituto storico italo-germanico di Trento.

Gerd Schwerhoff insegna Frühen Neuzeit nell'Universität Dresden.

Andrea Zorzi insegna Storia medievale nell'Università di Firenze.

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