Dottorato di ricerca in Storia medievale
Dipartimento di Studi storici e geografici
Università degli studi di Firenze

1983/4 - XX anno - 2003/4

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Marco
Bicchierai
ciclo XIV

Poppi dalla signoria dei conti Guidi al vicariato del Casentino (1360-1480)

Tutori: prof. Andrea Zorzi, dott. Laura De Angelis
Esame finale: 16 febbraio 2004 - Commissione giudicatrice: proff. Giorgio Chittolini (Università di Milano), presidente, Paolo Cammarosano (Università di Trieste) e Maria Ginatempo (Università di Siena)

INDICE | ABSTRACT


Indice

Introduzione

  • Temi e contesti di ricerca
  • Le fonti

Parte Prima: Il castello di Poppi e i suoi uomini

Capitolo 1: Poppi e i conti Guidi

  • Il Casentino e i conti Guidi fra X e XIII secolo
  • Il castello di Poppi e la nascita del ramo dei conti di Battifolle
  • I conti di Battifole fra il Casentino e Firenze
  • Appendice al capitolo 1: carte

Capitolo 2: Un quadro d’insieme

  • Il tessuto urbano
  • La realtà demografica
  • I lineamenti dell’economia locale

Capitolo 3: La composizione della società

  • Contadini, artigiani, commercianti
  • Notai, religiosi, uomini del conte
  • Forestieri ed ebrei
  • Appendice al capitolo 3: documenti

Capitolo 4: Le dinamiche sociali

  • Identità familiari e preminenza sociale
  • Turbolenze e conflitti
  • Il ruolo sociale delle confraternite laiche

Parte Seconda: Le istituzioni e la politica

Capitolo 5: Una signoria al tramonto

  • Le rendite signorili e gli obblighi personali
  • L’amministrazione della giustizia
  • Il governo locale
  • Appendice al capitolo 5: documenti

Capitolo 6: La fine dell’autonomia

  • Le relazioni degli ultimi conti di Battifolle con Firenze
  • Francesco da Battifolle: un conte sotto il controllo fiorentino
  • La conquista fiorentina di Poppi e i capitoli di sottomissione
  • Appendice al capitolo 6: documenti

Capitolo 7: L’intervento istituzionale fiorentino

  • Gli statuti del 1441
  • Caratteri e funzioni dei vicari
  • Continuità e variazioni nell’amministrazione della giustizia
  • Appendice al capitolo 7: documenti

Capitolo 8: Il Comune di Poppi nello Stato fiorentino

  • La comunità di Poppi e i popoli del suo "territorio"
  • L’attività amministrativa del Comune di Poppi
  • Il Comune di Poppi e Firenze

Valutazioni conclusive

Bibliografia


Abstract

La ricerca consiste nello studio approfondito di un centro minore della Toscana tardomedievale - Poppi in Casentino - e nel contempo delle modalità del passaggio di una delle ultime signorie rurali toscane al dominio del Comune di Firenze, che fece di tale centro la sede del nuovo vicariato del Casentino. Prendendo come spartiacque la capitolazione del conte Francesco di Battifolle del 1440, l’analisi si orienta sul periodo fra gli anni Sessanta del Trecento e gli anni Ottanta del Quattrocento, proprio il periodo in cui Firenze dette vita all’espansione territoriale che doveva portarla alla formazione di uno stato regionale.

Il lavoro è stato condotto su una ampia serie di fonti inedite (notarili, giudiziarie, fiscali, statutarie, narrative) conservate prevalentemente nell’Archivio di Stato di Firenze e nell’Archivio storico del Comune di Poppi.

Il castello di Poppi, circa a metà della vallata casentinese, fin dal XIII secolo era divenuto uno dei centri del potere dei conti Guidi dal maggior sviluppo e - grazie alla posizione, al trasferimento in esso dall’antica abbazia di famiglia di Strumi, allo sviluppo urbanistico promosso dai primi conti del ramo di Battifolle, al suo essere centro di mercato e piccola "capitale" amministrativa per la signoria di tale ramo dei conti Guidi - aveva assunto caratteri demografici e socioeconomici particolarmente vivaci, ponendosi come polo di attrazione non solo per i centri minori della vallata, ma anche per forestieri, rifugiati, operatori cittadini. Caratteri che si mantennero nel periodo successivo sotto la dominazione fiorentina.

L’analisi si concentra soprattutto sulla ricostruzione della società e delle istituzioni, ma inserisce tali aspetti in uno scavo più ampio che prende in esame da un lato il quadro urbanistico, demografico ed economico del castello; dall’altro i giochi politici in cui erano coinvolti gli ultimi esponenti del casato dei Guidi e successivamente il sistema di relazioni clientelari che affiancava le istituzioni nel regolare i rapporti fra la città dominante e la comunità locale.

Il testo è strutturato quindi in due parti: l’una dedicata all’analisi della società, sia dal punto di vista della composizione e della stratificazione, sia da quello delle dinamiche sociali, cogliendone anche continuità e variazioni in un periodo piuttosto lungo e segnato da una chiara cesura istituzionale. L’altra allo studio delle istituzioni signorili e poi a quelle del vicariato e della comunità di Poppi nel nuovo vicariato.

All’interno della prima parte un capitolo iniziale allarga notevolmente all’indietro il quadro cronologico di riferimento per seguire sia lo stretto legame fra i conti Guidi e il castello di Poppi fin dalla sua origine, sia il fatto che il ramo dei conti Guidi di Battifolle trovi proprio nella stretta alleanza con Firenze la possibilità di una sua sopravvivenza politica fin oltre le soglie del Quattrocento. In modo simile e coerente anche nella seconda parte del lavoro largo spazio è stato dedicato ai rapporti dei conti con il vertice politico fiorentino con l’intento di evidenziare da un lato come la loro ambiguità fosse frutto di una posizione di debolezza e di forzato inserimento nelle dimamiche politico-militari di Firenze; dall’altro come anche nel caso fiorentino si sia talora fatto ricorso a delle realtà signorili inquadrate in un rapporto di parasubordinazione.

Sempre nella seconda parte un’attenzione particolare è stata posta anche alla ricostruzione dell’amministrazione della giustizia nel periodo signorile e in quello del vicariato fiorentino. Mentre nello studio della società largo spazio ha avuto la ricostruzione genealogica di alcune famiglie di Poppi che proprio in questo periodo posero le basi per un loro predominio sociale protrattosi per tutta l’età moderna.

Per quanto riguarda il periodo della dominazione fiorentina, infine, sia nell’analisi della società che in quella delle istituzioni si evidenzia l’aspetto decisivo dei rapporti diretti che si instaurarono fra le singole comunità dell’ex territorio signorile e il governo cittadino, nonchè l’importanza delle relazioni clientelari e di patronato nel governo del territorio assoggettato da parte della città e della famiglia dei Medici che ne aveva informalmente assunto il controllo.

Nell’articolazione del testo largo spazio è stato dato a un dialogo con le fonti, riportate spesso in forma ampia nelle note ed inserite in certi casi in apposite appendici ai capitoli.

 

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