La ricerca consiste nello studio approfondito di un centro
minore della Toscana tardomedievale - Poppi in Casentino - e nel contempo delle modalità
del passaggio di una delle ultime signorie rurali toscane al dominio del Comune di
Firenze, che fece di tale centro la sede del nuovo vicariato del Casentino. Prendendo come
spartiacque la capitolazione del conte Francesco di Battifolle del 1440, lanalisi si
orienta sul periodo fra gli anni Sessanta del Trecento e gli anni Ottanta del
Quattrocento, proprio il periodo in cui Firenze dette vita allespansione
territoriale che doveva portarla alla formazione di uno stato regionale.
Il lavoro è stato condotto su una ampia serie di fonti inedite (notarili,
giudiziarie, fiscali, statutarie, narrative) conservate prevalentemente nellArchivio
di Stato di Firenze e nellArchivio storico del Comune di Poppi.
Il castello di Poppi, circa a metà della vallata casentinese, fin dal XIII
secolo era divenuto uno dei centri del potere dei conti Guidi dal maggior sviluppo e -
grazie alla posizione, al trasferimento in esso dallantica abbazia di famiglia di
Strumi, allo sviluppo urbanistico promosso dai primi conti del ramo di Battifolle, al suo
essere centro di mercato e piccola "capitale" amministrativa per la signoria di
tale ramo dei conti Guidi - aveva assunto caratteri demografici e socioeconomici
particolarmente vivaci, ponendosi come polo di attrazione non solo per i centri minori
della vallata, ma anche per forestieri, rifugiati, operatori cittadini. Caratteri che si
mantennero nel periodo successivo sotto la dominazione fiorentina.
Lanalisi si concentra soprattutto sulla ricostruzione della società e
delle istituzioni, ma inserisce tali aspetti in uno scavo più ampio che prende in esame
da un lato il quadro urbanistico, demografico ed economico del castello; dallaltro i
giochi politici in cui erano coinvolti gli ultimi esponenti del casato dei Guidi e
successivamente il sistema di relazioni clientelari che affiancava le istituzioni nel
regolare i rapporti fra la città dominante e la comunità locale.
Il testo è strutturato quindi in due parti: luna dedicata
allanalisi della società, sia dal punto di vista della composizione e della
stratificazione, sia da quello delle dinamiche sociali, cogliendone anche continuità e
variazioni in un periodo piuttosto lungo e segnato da una chiara cesura istituzionale.
Laltra allo studio delle istituzioni signorili e poi a quelle del vicariato e della
comunità di Poppi nel nuovo vicariato.
Allinterno della prima parte un capitolo iniziale allarga notevolmente
allindietro il quadro cronologico di riferimento per seguire sia lo stretto legame
fra i conti Guidi e il castello di Poppi fin dalla sua origine, sia il fatto che il ramo
dei conti Guidi di Battifolle trovi proprio nella stretta alleanza con Firenze la
possibilità di una sua sopravvivenza politica fin oltre le soglie del Quattrocento. In
modo simile e coerente anche nella seconda parte del lavoro largo spazio è stato dedicato
ai rapporti dei conti con il vertice politico fiorentino con lintento di evidenziare
da un lato come la loro ambiguità fosse frutto di una posizione di debolezza e di forzato
inserimento nelle dimamiche politico-militari di Firenze; dallaltro come anche nel
caso fiorentino si sia talora fatto ricorso a delle realtà signorili inquadrate in un
rapporto di parasubordinazione.
Sempre nella seconda parte unattenzione particolare è stata posta anche
alla ricostruzione dellamministrazione della giustizia nel periodo signorile e in
quello del vicariato fiorentino. Mentre nello studio della società largo spazio ha avuto
la ricostruzione genealogica di alcune famiglie di Poppi che proprio in questo periodo
posero le basi per un loro predominio sociale protrattosi per tutta letà moderna.
Per quanto riguarda il periodo della dominazione fiorentina, infine, sia
nellanalisi della società che in quella delle istituzioni si evidenzia
laspetto decisivo dei rapporti diretti che si instaurarono fra le singole comunità
dellex territorio signorile e il governo cittadino, nonchè limportanza delle
relazioni clientelari e di patronato nel governo del territorio assoggettato da parte
della città e della famiglia dei Medici che ne aveva informalmente assunto il controllo.
Nellarticolazione del testo largo spazio è stato dato a un dialogo con le
fonti, riportate spesso in forma ampia nelle note ed inserite in certi casi in apposite
appendici ai capitoli.